Archivio di marzo, 2007
XXII Giornata Mondiale della Gioventu’
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Sabato 31 marzo, vigilia della Domenica delle Palme,
alle ore 20.30 nella Cattedrale di Vicenza i giovani della diocesi ci saranno!!!
Ci saranno per pregare,
cantare,
ascoltare,
riflettere e fare festa,
insieme con il vescovo Cesare…
…VIENI ANCHE TU!!!
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Dalla “Sacramentum Caritatis†di Benedetto XVI
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Eucaristia e sacramento della Riconciliazione: Loro nesso intrinseco
20. Giustamente, i Padri sinodali hanno affermato che l’amore all’Eucaristia porta ad apprezzare sempre più anche il sacramento della Riconciliazione.
A causa del legame tra questi sacramenti, un’autentica catechesi riguardo al senso dell’Eucaristia non può essere disgiunta dalla proposta di un cammino penitenziale (cfr 1 Cor 11,27-29).
Certo, constatiamo come nel nostro tempo i fedeli si trovino immersi in una cultura che tende a cancellare il senso del peccato, favorendo un atteggiamento superficiale, che porta a dimenticare la necessità di essere in grazia di Dio per accostarsi degnamente alla comunione sacramentale. In realtà , perdere la coscienza del peccato comporta sempre anche una certa superficialità nell’intendere l’amore stesso di Dio. (continua…)
Dalla “Sacramentum Caritatis†di Benedetto XVI
0Il cibo della verità e l’indigenza dell’uomo
N° 90. Non possiamo rimanere inattivi di fronte a certi processi di globalizzazione che non di rado fanno crescere a dismisura lo scarto tra ricchi e poveri a livello mondiale. Dobbiamo denunciare chi dilapida le ricchezze della terra, provocando disuguaglianze che gridano verso il cielo (cfr Gc.5,4). Ad esempio, è impossibile tacere di fronte alle « immagini sconvolgenti dei grandi campi di profughi o di rifugiati – in diverse parti del mondo – raccolti in condizioni di fortuna, per scampare a sorte peggiore, ma di tutto bisognosi. Non sono, questi esseri umani, nostri fratelli e sorelle? Non sono i loro bambini venuti al mondo con le stesse legittime attese di felicità degli altri? ». (continua…)
GIORNATA DELLA PROSSIMITA’ EVANGELICA
0Il Vescovo rinnova l’invito a celebrare per la quarta Domenica di Quaresima la “Giornata per la Prossimità Evangelica”. Si tratta di un’iniziativa che vuole, attraverso la preghiera, la sensibilizzazione e la promozione della carità , incentivare il volontariato cristiano nelle realtà caritative che operano a favore delle persone povere e bisognose nelle parrocchie e nella città .
Pensiamo che la Quaresima sia un tempo provvidenziale per riflettere sulla carità cristiana. In un passo molto bello S. Agostino chiarisce come la carità non consista principalmente e semplicemente in un “fare”, che potrebbe essere anche espressione di un amore egoistico e superbo, che desidera essere lodato dagli uomini:
“Vedete le opere grandi che la superbia compie: fate bene attenzione come esse siano tanto simili e quasi pari a quelle della carità . La carità offre cibo all’affamato, ma lo fa anche la superbia: la carità fa questo perché venga lodato il Signore; la superbia lo fa per dare lode a sé stessa. La carità veste un ignudo e lo fa anche, la superbia; la carità digiuna, ma lo fa anche la superbia, la carità seppellisce i morti, ma lo fa anche la superbia… La divina Scrittura da questa ostentazione ci invita a tornare in noi stessi, a tornare nel nostro intimo da questa superficialità che fa sfoggio di sé davanti agli uomini. Torna all’intimo della tua coscienza, interrogala. Non guardare ciò che fiorisce di fuori, ma quale sia la radice che sta nascosta in terra. Dio non ti proibisce di amare le creature, ma ti proibisce di amarle allo scopo di ottenere da esse la felicità ” (Commento alle Lettere di Giovanni, 2, 11).
La Giornata vuole proporre la carità come dimensione essenziale del cammino di conversione quaresimale e il servizio, come esperienza concreta per conoscere il mistero di Dio e dell’uomo. Si eviti di collocare nella giornata della prossimità evangelica raccolte di soldi o altre raccolte affinché sia chiara la finalità di promuovere il dono di sé.
LA TRASFIGURAZIONE
0L’episodio della Trasfigurazione è incorniciato da questi fatti: l’abbandono delle folle, la crisi di fede dei discepoli sull’identità di Gesù, i due annunci della passione, il tema ricorrente della sequela di Gesù sulla strada della Croce, del seme che deve morire per dare frutto, della necessità di perdersi per ritrovarsi, della scelta di donare la vita come Lui per avere la vita in pienezza.
La Trasfigurazione di Gesù, come il Battesimo e la Resurrezione, ha la funzione di rivelare che Gesù, colui che ha scelto la strada del servizio, della solidarietà con i poveri e i peccatori, è il vero Messia, il Figlio eterno di Dio. La frase centrale è l’affermazione del Padre: “Questi è il Figlio mio, l’Eletto, ascoltatelo!”.
