Archivio di febbraio, 2008
La Samaritana: dalla sete d’acqua alla sete di Dio
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Il brano del Vangelo presenta situazioni semplici e ordinarie: fa caldo, Gesù è affaticato per il viaggio, si siede, ha sete, cerca acqua, i discepoli sono andati a provvedere cibo, una donna samaritana va al pozzo come usa fare tutti i giorni, si parla di secchio, brocca, provvista di cibi… Sono le realtà concrete da cui parte l'evangelizzazione stupenda di Gesù: Egli coinvolge, successivamente, la donna, la gente della città, i discepoli… (continua…)
CAMPI ESTIVI 2008 – Asiago (VI)
INSIEME C’è più festa
Anche quest’anno la parrocchia propone l’esperienza del campo estivo per ragazzi e giovani. Con tale attività si cerca rispondere in modo particolare a due esigenze: il desiderio da parte dei ragazzi e dei giovani di vivere momenti di svago e amicizia e l’esigenza della famiglia di essere aiutata a gestire il tempo estivo dei figli, liberi dall’impegno scolastico.
La nostra proposta vuole, a partire da queste esigenze, non solo offrire un’alternativa alla dispersione estiva, ma dare un senso e un contenuto al tempo estivo. Pertanto ogni attività contempla un progetto educativo attento ai ragazzi e ai giovani.
La proposta è differenziata per le diverse fasce d’età nel seguente modo:
SOGGIORNI IN MONTAGNA
Presso la casa dei padri Saveriani di Asiago (Vi).
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Dal 29 Giugno al 6 Luglio per i ragazzi/e di 3-4-5 Elementare.
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Dal 6 Luglio al 13 Luglio per i ragazzi di 1-2 Media
Venerdì 20 giugno ore 20,45 in sala polifunzionale riunione genitori per i turni delle elementari e delle medie.
Per il trasporto vedremo in riferimento al numero di partecipanti al turno, se più di 30 l’andata e/o il ritorno è in pulman.
COSTI
€ 170 per ogni turno
TESSERA NOI
Al momento dell’iscrizione viene fatta la tessera NOI (€ 4) necessaria ai fini assicurativi, già compresa nel costo del campo
AGEVOLAZIONI
fratelli di età diverse, quote ridotte per il 2° e successivi fratelli: pagano 100 €, anche se in differenti campi
ISCRIZIONI
Tutti i giorni presso la canonica la mattina dalle 10 alle 12, il pomeriggio dalle 16 alle 18.
Per le iscrizioni puoi scaricare il seguente file pdf:
GIORNATA DEI GENITORI
Per le elementari domenica 6 Luglio
Per le medie domenica 13 Luglio.
ANZIANI E MALATI: TUTTI MISSIONARI
Dalla Lettera del Vescovo per la
Giornata Mondiale del Malato:
…Mi rivolgo a tutte le famiglie che stanno vivendo momenti di dolore e di malattia di alcuni congiunti e li invito ad affrontare con fede e speranza la loro condizione.
Penso in particolare a chi ha in casa degli anziani con malattie degenerative, o qualche figlio o parente disabile o malato cronico, o a chi è stato toccato dal dramma della morte di qualche persona cara.
La fede in Gesù, pur non togliendo il dolore e la drammaticità della situazione, può dare sollievo nello spirito e forza morale per affrontare ogni situazione con coraggio e speranza certa di poter trarre anche da quel male un bene per se stessi, per i propri cari e la propria famiglia.
Una fede che solo nella preghiera resiste e matura, come ci ricorda il Papa nell’ultima Enciclica sulla speranza: “Se non mi ascolta più nessuno, Dio mi ascolta ancora. Se non posso più parlare con nessuno, più nessuno invocare, a Dio posso sempre parlare. Se non c’è più nessuno che possa aiutarmi – dove si tratta di una necessità o di un’attesa che supera l’umana capacità di sperare- Egli può aiutarmi”.
…E’ qui che la famiglia può esprimere tutta la sua carica di vita e di amore, la più profonda solidarietà, sia nei confronti dei sofferenti della propria casa, sia verso quelli delle altre famiglie.
Le storie di solidarietà e di comunione che tante famiglie scrivono nel tempo della malattia, sono una testimonianza di quel prendersi cura che nasce dall’amore, dalla tenerezza e dalla condivisione e sanno restituire ai vissuti di sofferenza la loro altissima dignità.
…Ogni parrocchia, sacerdoti e laici, sanno bene quanto la vicinanza alle famiglie che hanno un congiunto malato sia un dovere primario di carità e risponda al comando del Signore: “Ero malato e sei venuto a trovarmi”.
Giornata per la Vita 2008 Messaggio dei Vescovi: “Servire la Vita”
I figli sono una grande ricchezza per ogni Paese: dal loro numero e dall’amore e dalle attenzioni che ricevono dalla famiglia e dalle istituzioni emerge quanto un Paese creda nel futuro. Chi non è aperto alla vita, non ha speranza. Gli anziani sono la memoria e le radici: dalla cura con cui viene loro fatta compagnia si misura quanto un Paese rispetti se stesso. La vita ai suoi esordi, la vita verso il suo epilogo. La civiltà di un popolo si misura dalla sua capacità di servire la vita.
I primi a essere chiamati in causa sono i genitori. Lo sono al momento del concepimento dei loro figli: il dramma dell’aborto non sarà mai contenuto e sconfitto se non si promuove la responsabilità nella maternità e nella paternità.
Responsabilità significa considerare i figli non come cose, da mettere al mondo per gratificare i desideri dei genitori; ed è importante che, crescendo, siano incoraggiati a “spiccare il volo”, a divenire autonomi, grati ai genitori proprio per essere stati educati alla libertà e alla responsabilità, capaci di prendere in mano la propria vita. Questo significa servire la vita. Purtroppo rimane forte la tendenza a servirsene. Accade quando viene rivendicato il “diritto a un figlio” a ogni costo, anche al prezzo di pesanti manipolazioni eticamente inaccettabili. Un figlio non è un diritto, ma sempre e soltanto un dono…
Servire la vita significa non metterla a repentaglio sul posto di lavoro e sulla strada e amarla anche quando è scomoda e dolorosa, perché una vita è sempre e comunque degna in quanto tale. Ciò vale anche per chi è gravemente ammalato, per chi è anziano o a poco a poco perde lucidità e capacità fisiche: nessuno può arrogarsi il diritto di decidere quando una vita non merita più di essere vissuta. Deve, invece, crescere la capacità di accoglienza da parte delle famiglie stesse. Stupisce, poi, che tante energie e tanto dibattito siano spesi sulla possibilità di sopprimere una vita afflitta dal dolore, e si parli e si faccia ben poco a riguardo delle cure palliative, vera soluzione rispettosa della dignità della persona, che ha diritto ad avviarsi alla morte senza soffrire e senza essere lasciata sola, amata come ai suoi inizi, aperta alla prospettiva della vita che non ha fine. Per questo diciamo grazie a tutti coloro che scelgono liberamente di servire la vita. Grazie ai genitori responsabili e altruisti, capaci di un amore non possessivo; ai sacerdoti, ai religiosi e alle religiose, agli educatori e agli insegnanti, ai tanti adulti – non ultimi i nonni – che collaborano con i genitori nella crescita dei figli; ai responsabili delle istituzioni, che comprendono la fondamentale missione dei genitori e, anziché abbandonarli a se stessi o addirittura mortificarli, li aiutano e li incoraggiano; a chi – ginecologo, ostetrica, infermiere – profonde il suo impegno per far nascere bambini; ai volontari che si prodigano per rimuovere le cause che indurrebbero le donne al terribile passo dell’aborto, contribuendo così alla nascita di bambini che forse, altrimenti, non vedrebbero la luce; alle famiglie che riescono a tenere con sé in casa gli anziani, alle persone di ogni nazionalità che li assistono con un supplemento di generosità e dedizione. Grazie: voi che servite la vita siete la parte seria e responsabile di un Paese che vuole rispettare la sua storia e credere nel futuro.
