ANZIANI E MALATI: TUTTI MISSIONARI

Dalla Lettera del Vescovo per la

Giornata Mondiale del Malato:

Anziani e malatiMi rivolgo a tutte le famiglie che stanno vivendo momenti di dolore e di malattia di alcuni congiunti e li invito ad affrontare con fede e speranza la loro condizione.

Penso in particolare a chi ha in casa degli anziani con malattie degenerative, o qualche figlio o parente disabile o malato cronico, o a chi è stato toccato dal dramma della morte di qualche persona cara.

La fede in Gesù, pur non togliendo il dolore e la drammaticità della situazione, può dare sollievo nello spirito e forza morale per affrontare ogni situazione con coraggio e speranza certa di poter trarre anche da quel male un bene per se stessi, per i propri cari e la propria famiglia.

Una fede che solo nella preghiera resiste e matura, come ci ricorda il Papa nell’ultima Enciclica sulla speranza: “Se non mi ascolta più nessuno, Dio mi ascolta ancora. Se non posso più parlare con nessuno, più nessuno invocare, a Dio posso sempre parlare. Se non c’è più nessuno che possa aiutarmi - dove si tratta di una necessità o di un’attesa che supera l’umana capacità di sperare- Egli può aiutarmi”.

E’ qui che la famiglia può esprimere tutta la sua carica di vita e di amore, la più profonda solidarietà, sia nei confronti dei sofferenti della propria casa, sia verso quelli delle altre famiglie.

Le storie di solidarietà e di comunione che tante famiglie scrivono nel tempo della malattia, sono una testimonianza di quel prendersi cura che nasce dall’amore, dalla tenerezza e dalla condivisione e sanno restituire ai vissuti di sofferenza la loro altissima dignità.

Ogni parrocchia, sacerdoti e laici, sanno bene quanto la vicinanza alle famiglie che hanno un congiunto malato sia un dovere primario di carità e risponda al comando del Signore: “Ero malato e sei venuto a trovarmi”.

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