La Samaritana: dalla sete d’acqua alla sete di Dio
Il brano del Vangelo presenta situazioni semplici e ordinarie: fa caldo, Gesù è affaticato per il viaggio, si siede, ha sete, cerca acqua, i discepoli sono andati a provvedere cibo, una donna samaritana va al pozzo come usa fare tutti i giorni, si parla di secchio, brocca, provvista di cibi… Sono le realtà concrete da cui parte l'evangelizzazione stupenda di Gesù: Egli coinvolge, successivamente, la donna, la gente della città, i discepoli… Dalla ricerca dell'acqua quotidiana Gesù li porta "alla sorgente d'acqua che zampilla per la vita eterna" (v. 14); dal pozzo di Giacobbe (v. 6) all'acqua del battesimo e allo Spirito Santo; dai templi sui monti ai "veri adoratori in spirito e verità" graditi al Padre (v. 23); dalla provvista di alimenti a un cibo che i discepoli non conoscono: fare la volontà del Padre (v. 31.32.34)… Una pagina perfetta di metodologia missionaria!
Colui che chiede acqua da bere (v. 7) è Colui che poi darà se stesso come acqua che toglie per sempre la sete della donna e della gente: il Messia "sono io, che parlo con te" (v. 26). Suprema rivelazione dell'identità di Gesù! Egli fa di quella donna ironica (v. 9), poco raccomandabile per la sua vita sentimentale, una missionaria entusiasta della bella notizia del Messia: "venite a vedere…" (v. 29); e fa di molti samaritani di quella città, dei credenti, che Lo trattengono per due giorni e Lo riconoscono come il "salvatore del mondo" (v. 42).
I discepoli devono imparare a leggere i segni ormai maturi della crescita del Regno: "Alzate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura" (v. 35). Parole del Maestro, che rimandano alla "messe abbondante", nella quale gli operai sono pochi; per cui occorre pregare "il padrone della messe che mandi operai nella sua messe" (Mt 9,37-38). Il missionario deve avere occhi e cuore per cogliere quei segni, perché lo Spirito è all'opera da tempo, come dice Paolo (II lettura): Cristo, infatti, è morto per noi e "l'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo" (v. 5): Egli è presente e opera presso tutti i popoli, prima ancora dell'arrivo dei missionari (v. 36-38), trasforma il cuore delle persone, anche delle più imprevedibili.
Gesù introduce il tema del dono della fede e dell'acqua viva, dicendo: "Se tu conoscessi il dono di Dio…" (v. 10), per giungere poi alla missione, cioè alla diffusione di tale dono. Gesù stesso è il dono sommo del Padre e, come tale, si auto-propone per tutta la famiglia umana. Un dono da comprendere, accogliere, conservare, donare. Tale è la portata propriamente missionaria del dono della fede nel Signore Gesù, che è motivo peculiare di rendimento di grazie e di rinnovato impegno missionario. Infatti, la fede sprona alla missione, e a sua volta la missione rafforza la fede.
AVVISI DELLA COMUNITA'


