L’Uomo della Sindone

«Veniamo davanti a Cristo con il peso delle nostre sofferenze e delle sofferenze dei poveri, degli oppressi, dei malati, degli emarginati, di tutti coloro nei quali più vivida è impressa l'immagine di Cristo. Si può dubitare che l'immagine che noi veneriamo nella Sindone sia l'impronta del corpo di Cristo, ma una cosa è assolutamente certa: che il volto di Cristo è impresso nel volto dei fratelli suoi e nostri che a causa dell'egoismo e dell'indifferenza non hanno ne volto ne voceChe tutto questo ci possa portare a una generosa accettazione della croce e a un'effettiva solidarietà con i nostri fratelli e sorelle» (Card. M. Pellegrino).

«Il popolo cristiano sicuramente troverà nella Sindone un nuovo stimolo per meditare e adorare quella sorgente infinita di vita che si cela nella sofferenza di Gesù. È lo stesso "uomo dei dolori" che si offre oggi, come si era offerto nel passato, alla fede cristiana. Davanti all'immagine inquietante e tuttavia persuasiva della Sindone desideriamo fare nostro il pressante invito della lettera agli Ebrei: “Dunque accostiamoci con piena fiducia a Dio, che è re misericordioso. Così riceveremo misericordia e grazia per essere aiutati al momento opportuno“ (Eb. 4,16). Possa la Santa Sindone aiutarci a riscoprire le multiformi ricchezze inerenti allo "scandalo della croce di Cristo" (Gal.5,11; ICor.1,17-25), e possa il popolo di Dio derivarvi rinnovato vigore nel suo pellegrinaggio terreno per poter cosi partecipare anche alla resurrezione» (Papa Paolo VI).

Davanti alla Sindone, immagine intensa e struggente di uno strazio inenarrabile, desidero rendere grazie al Signore per questo dono singolare, che domanda al credente attenzione amorosa e disponibilità piena alla sequela del Signore” (Papa Giovanni Paolo II)

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