“Io non mi vergogno del Vangelo”
“Io non mi vergogno del Vangelo”Rm 1,16
Evangelizzare il mondo di oggi insieme a Paolo
L’Oratorio è un'esperienza di Chiesa, presente nel territorio, che si rivolge alle giovani generazioni per annunciare loro il Vangelo di Gesù, “Via, Verità e Vita”. E’ luogo d’educazione alla fede e alla fraternità intesa come scoperta della paternità-maternità di Dio e della vita stessa della Trinità.
L’Oratorio, luogo della fede e della fraternità, si riconosce come una casa, dove si vive come una famiglia. In famiglia c’è spazio per l’anziano e il piccolo, l’adulto e il giovane, per chi è in salute e chi è ammalato, per chi è gioioso e per chi è in difficoltà In famiglia ciascuno si sente accolto, voluto bene ed ascoltato per quello che è, per quanto dice e può dire, con i suoi limiti, con le sue crisi, con i suoi alti e bassi. In famiglia ciascuno deve poter scoprire i propri talenti e metterli a disposizione in uno stile di servizio e corresponsabilità.
Ecco perché ci piace pensare al nostro oratorio come “UNA FAMIGLIA DI FAMIGLIE”. In Oratorio quindi gli adulti lavorano con i giovani, i giovani collaborano con i genitori nell’animazione, a tutti è affidata la responsabilità di educare, di aiutare i bambini, i ragazzi nel loro cammino di crescita. In Oratorio, attraverso un clima d’accoglienza e disponibilità, s’impara a stare insieme, ad accettarsi per quello che si è, ad ascoltarsi, a darsi una mano a vicenda.
In Oratorio si gioca insieme, ci si diverte, si litiga ma ci si apre al perdono; ognuno ha la possibilità di conoscere Gesù attraverso la catechesi, di incontrarlo nella preghiera, di vivere l’amore ricevuto nella cura reciproca, nel servizio generoso e incondizionato. In Oratorio si “diventa grandi”, ci si attrezza per partire, per andare ad annunciare il Vangelo “fino agli estremi confini della terra!”.
Così si legge all'inizio della bozza del progetto educativo dell'oratorio scritto da un gruppo di giovani e adulti tra il 2005 e il 2006. Da questo vorremmo ripartire, e per questo ci ritroviamo in oratorio domenica 16 novembre alle ore 9,00.
Approfittando dell'opportunità che la chiesa ci offre nel celebrare l'anno paolino a duemila anni dalla sua nascita, vogliamo conoscere Paolo e con lui, grande annunciatore della Parola, vedere e capire come nella complessità del nostro tempo, e nello specifico della nostra comunità, possiamo essere ancora annunciatori di una parola che dà la vita.
Saremo aiutati in questo compito da don Giacomo Perego, sacerdote della Società San Paolo, docente di Nuovo Testamento presso l’Istituto di Vita Consacrata (Claretianum) della Pontificia Università Lateranense di Roma e presso il CICS della Pontificia Università Gregoriana, dove tiene un corso su “Bibbia e comunicazione”. Coordinatore del settore biblico delle Edizioni San Paolo, è membro del SAB (Settore Apostolato Biblico nazionale) della CEI e autore, tra altre opere, di Password - Bibbia Giovani. Vangeli e Atti (San Paolo 2002) e Password - Bibbia Giovani. Lettere e Apocalisse (San Paolo 2003).
Don Giacomo ci aiuterà a conoscere San Paolo come appassionato di Cristo e fomidabile evangelizzatore, aiutandoci a riflettere sui nuovi luoghi dell'evangelizzazione e come, anche il nostro oratorio, può essere spazio di vita che cresce.
Programma della giornata
Ore 9,00: Ritrovo nella sala polifunzionale e inizio relazione
Ore 9,45: Pausa caffè
Ore 10,15: Ripresa dei lavori
Ore 11,00: Fine relazione mattutina
Ore 11,15: S.Messa presieduta da Don Giacomo Perego.
Ore 12,15: Pranzo in oratorio
Ore 15,00: Ripresa con lavori di gruppo sulle seguenti domande
1. “L’oratorio è una comunità che educa all’integrazione fede e vita, grazie al servizio di una comunità di educatori in comunione di responsabilità con tutti gli adulti”, dice il card. Martini. Come coinvolgere le famiglie nelle attività dell'oratorio?
2. L’oratorio deve nascere dalla tensione missionaria della comunità parrocchiale che ha nel Consiglio Pastorale Parrocchiale (cpp) l’organo fondamentale di riferimento. Come costruire una rete tra le associazioni che vi operano e le varie attività organizzate?
3. Sigalini diceva che non ha senso che dopo un'attività di gruppo gli animatori non si fermino con i ragazzi al bar dell’oratorio. Una partita di calcio infatti, può essere il luogo della conferma o della smentita di quello che è stato trattato un ora prima a catechismo o in associazione. (far giocare tutti, scegliere il brocco, non cercare solo la vittoria ma il divertimento … e magari prima si è fatto il cartellone sulla pace o sull’uguaglianza). Come essere testimoni del vangelo tra i nostri ragazzi e giovani?
4. Come possiamo diventare capaci di coinvolgere i ragazzi e i giovani ai mometi liturgici della comunità?
16,30: Chiusura lavori
Si richiede a tutti un contributo di 3 euro per il pranzo. Ogni reponsabile di gruppo dovrà portare soldi e n° partecipanti in canonica entro mercoledì 12 novembre.
Durante la giornata funzionerà il bar con caffè e prodotti equosolidali e di libera terra.


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