Archivio di gennaio, 2009
L’evento di Damasco
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Quello che accadde lungo la via per Damasco è sicuramente l'«avvenimento più importante della vita di Paolo e, dopo la Risurrezione di Cristo, l'evento che più ha influito sul cristianesimo primitivo e di tutti i tempi». Che cosa è accaduto? Sappiamo che Paolo ebbe con il Risorto un incontro misterioso, che gli cambiò radicalmente la vita.
At 9,20-21: «e subito nelle sinagoghe proclamava Gesù Figlio di Dio. E tutti quelli che lo ascoltavano si meravigliavano e dicevano: “Ma costui non è quel tale che a Gerusalemme infieriva contro quelli che invocano questo nome ed era venuto qua precisamente per condurli in catene dai sommi sacerdoti?”».
Fil 3,6-8: «irreprensibile quanto alla giustizia che deriva dall`osservanza della legge. Ma quello che poteva essere per me un guadagno, l`ho considerato una perdita a motivo di Cristo. Anzi, tutto ormai io reputo una perdita di fronte alla sublimità della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore, per il quale ho lasciato perdere tutte queste cose e le considero come spazzatura, al fine di guadagnare Cristo».
1Tm 1,12-13: «Rendo grazie a colui che mi ha dato la forza, Cristo Gesù Signore nostro, perché mi ha giudicato degno di fiducia chiamandomi al mistero: io che per l`innanzi ero stato un bestemmiatore, un persecutore e un violento».
L’esistenza di Paolo è chiaramente divisa in un prima e un dopo. Il soggetto è sempre lui, Paolo, ma la persona è profondamente cambiata. Ci si interroga sulla natura di questo fatto: fu una conversione, un’illuminazione, una vocazione, una rivelazione, una rinascita? Certo è che da quel momento incomincia per Paolo una vicenda epica che lo porterà ripetutamente per mari, monti e deserti in tutto l'arco del Mediterraneo orientale e culminerà a Roma nel martirio. Paolo nelle lettere ne parla pochissimo, forse per riserbo personale, mentre invece negli Atti degli apostoli questo fatto Luca lo ricorda ben tre volte (At 9,1-19; 22,1-16; 26,12-18), riconoscendogli così un'importanza straordinaria. L'evento di Damasco è collocabile tra il 33 e il 36 d.C.
“Essere riuniti nella tua mano†(Ezechiele 37, 17)
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18-25 gennaio: Settimana di preghiere per l’unità dei cristiani 2009
La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 2009 parte da uno sforzo unitario di cristiani di tutte le parti del mondo.. La realtà della cristianità di oggi, pur divisa, conserva come speranza centrale quella di “formare un solo bastone nella mano di Dio”, come dice il profeta Ezechiele c.37,17.
Il mondo occidentale, dove non mancano i mezzi di sussistenza, corre dietro a sogni irraggiungibili e sembra dimenticare quali siano i significati veri della vita. Il terzo mondo si trova nella quasi impossibilità di vivere per la mancanza assoluta dei beni di sostentamento. La natura stessa è così condizionata dall’inquinamento prodotto dalle grandi nazioni che rende più visibile e di attualità stringente il gemito di cui parla l’apostolo Paolo: “Tutto l’universo aspetta con grande impazienza il momento in cui Dio mostrerà il vero volto dei suoi figli” Rm 8, 19.
I popoli impoveriti, spesso disorientati e divisi, sentono l’urgenza di fare propria la visione di Ezechiele: essere riuniti in modo di formare un solo bastone nella mano di Dio. In questa direzione essi hanno una sola arma: la preghiera, che rivolgono a Dio da ogni parte della terra e che esige una conversione all’amore e alla giustizia, manifestare e offerte sulla croce di Cristo.
I titoli proposti per ciascuno dei giorni della Settimana pongono le comunità cristiane di fronte alle vecchie e alle nuove divisioni, alla guerra e alla violenza, all’ingiustizia economica e alla povertà, alla crisi ecologica, alla discriminazione e al pregiudizio sociale, alla malattia e alla sofferenza, alla pluralità delle religioni per giungere infine a proclamare la speranza cristiana in un mondo di separazione.
Siamo insieme in attesa dello splendido annuncio di Apocalisse 21 “Ora faccio nuova ogni cosa”. Con cuore rinnovato prepariamoci a questa particolare settimana di preghiera per l’unità.
Fiaccolata per la pace
0SALAAM RAGAZZI DELL'OLIVO COMITATO DI VICENZA
venerdì 16 gennaio
partenza da Piazza Castello ore 20.30
arrivo in Piazza dei Signori
RITIRO IMMEDIATO DELLE TRUPPE ISRAELIANE
FINE DELL'ASSEDIO DI GAZA
PROTEZIONE UMANITARIA INTERNAZIONALE.
FERMATEVI SUBITO, FERMIAMOCI TUTTI!
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"Quello in corso a Gaza è un massacro, non un bombardamento, è un crimine di guerra e ancora una volta nessuno lo dice".
P. Manauel Musallam, parroco a Gaza, 28 dicembre 2008
Un inferno di orrore, morte e distruzione, di lutti, dolore e odio si sta abbattendo in queste ore sulla Striscia di Gaza e sul territorio israeliano adiacente.
A voi, capi politici e militari israeliani,
chiediamo di considerare che insieme ai ‘miliziani’ di Hamas state colpendo, uccidendo e ferendo centinaia di civili palestinesi. Non potete non averlo calcolato. Non potete non sapere che a Gaza non esistono obiettivi da mirare chirurgicamente. Non potete non aver messo in conto che da troppo tempo è la popolazione di Gaza a vivere sotto embargo, senza corrente elettrica, senza cibo, senza medicine, senza possibilità di fuga. Le vostre crudeli operazioni di guerra compiono opera di morte su donne, bambini e uomini che non possono scappare né curarsi e sopravvivere, essendo strapieni gli ospedali e vuoti i forni del pane. Ascoltate i vostri stessi concittadini che operano nelle organizzazioni israeliane per la pace: “Siamo responsabili della disperazione di un popolo sotto assedio. Hamas da settimane aveva dichiarato che sarebbe stato possibile ripristinare la tregua a condizione che Israele riaprisse le frontiere e permettesse agli aiuti umanitari di entrare. Il governo d'Israele ha scelto consapevolmente di ignorare le dichiarazioni di Hamas e ha cinicamente scelto, per fini elettorali, la strada della guerra”.
FERMATEVI SUBITO!
