Archivio di febbraio, 2009

UNA QUARESIMA DI ASCOLTO E CONDIVISIONE

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PER UNA QUARESIMA DI ASCOLTO

Non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”, ha detto Gesù

durante i suoi 40 giorni di digiuno nel deserto. Anche noi vogliamo rinnovare la convinzione che non c’è pane più prezioso della Parola di Dio, per maturare decisioni coerenti con il nostro Battesimo.

* In questa Quaresima (Anno B), seguendo le 2 domande che ripercorrono il Vangelo di Marco: “Chi è Gesù?” e “Chi è il discepolo?”, contempleremo di domenica in domenica un tratto del Volto di Cristo: 1° Gesù nel deserto, Tentato e Fedele; 2° Gesù nel Tabor, Trasfigurato nella luce divina; 3° Gesù, il nuovo Tempio, della vera adorazione e della vera fraternità; 4° Gesù, Innalzato in Croce per salvare il mondo; 5° Gesù, il Seme che muore per dare frutto.

Proposte:

  • Riscoprire il significato della Messa domenicale, il grande appuntamento che il Signore Risorto ci dà per incontrarlo Vivente nella sua Parola e nell’Eucarestia.

  • Pregare insieme in famiglia alla sera (vedi sussidio alla porta della chiesa). Proponiamo di fare una sera alla settimana digiuno televisivo per dare tempo al dialogo, alla lettura, al gioco insieme.

  • Riunirci in chiesa, ogni venerdì di Quaresima alle ore 20, per una Veglia di preghiera, di ascolto e di digiuno attorno alla Croce. (a partire da venerdì 6 marzo)

  • Partecipare, chi ha la possibilità, alle liturgie feriali (Messa delle ore 8.30 e 18,30, alla Via Crucis del venerdì alle ore 15, all’Adorazione eucaristica al sabato dalle 17 alle 18.15

  • Incontro con d.Paolo Curtaz, su tema “Chi ci separerà dall’amore di Cristo?”, venerdì 27/2 h.20.45

  • Incontro attorno alla Sindone con d.Giandomenico Tamiozzo, venerdì 20 marzo h. 20.30

  • Via Crucis per le vie del Quartiere animata dai giovani, venerdì 3 aprile h. 20.30

PER UNA QUARESIMA DI CONDIVISIONE

Il digiuno è uno dei segni caratteristici della Quaresima. Quale digiuno? Perché il digiuno?

- per unirci, con tutta la chiesa, alla preghiera e al digiuno di Gesù;

  • per riconoscere che il cibo di ogni giorno e tutto ciò che abbiamo sono un dono gratuito di Dio e per ricordarci che tanti nel mondo soffrono la fame, a causa anche dell’ingiustizia internazionale e del consumismo sfrenato dei popoli ricchi;

  • per imparare ad evitare ogni spesa inutile, superflua, dannosa, per ritrovare l’abitudine ad una certa essenzialità, per apprendere nuovi stili di vita in questo tempo di crisi mondiale.

  • per allenarci a sviluppare la nostra personalità interiore, “i sensi spirituali interni-gemelli”, spesso sopraffatti da quelli esterni, per il troppo disordine nella nostra vita, per l’eccesso di televisione, internet, cellulare, chat, videogiochi, fumo, cibi, bevande, medicinali, droghe…

Proposte:

  • Aiutarci nella 3°domenica di quaresima a maturare insieme sul tema della prossimità evangelica

  • Condividere un po’ del nostro tempo con qualche persona sola, in difficoltà, o impedita in casa o in qualche istituto… Partecipare, se possiamo, al volontariato della Caritas.

  • Deciderci di fare una vita più sobria e condividere con i più poveri l’equivalente delle nostre rinunce, portando la somma risparmiata all’Offertorio della Messa del Giovedì Santo. La raccolta andrà per la campagna diocesana di solidarietà con i popoli impoveriti: Un pane per amor di Dio.

  • Valorizzare il cesto di viveri alla porta della chiesa, da portare all’Offertorio di ogni Messa.

  • I fanciulli partecipano all’iniziativa: “Un pane ai bambini che hanno fame” della missione della nostra famiglia Losi Andrea, Anna e Tobia, in Ecuador.

  • I giovani, serviranno le “Colazioni equo-solidali” nel bar dell’Oratorio.

Proposta di preghiera in famiglia: Quaresima 2009


01/3: Prima Domenica: Gesù, nel deserto, Tentato e Fedele

Lunedì 2/3: Lc.4,1-13: Gesù rifiuta il prestigio, il successo, il potere

Martedì 3/3: Mc.1,35-39: Gesù delude le attese limitate della gente

Mercoledì 4/3: Lc.4,16-30: Gesù delude le attese egoistiche dei compaesani

Giovedì 5/3: Lc.9,7-9 Gesù delude le attese dell’opinione pubblica

Venerdì 6/3: Mt.22,41-46 Gesù critica le immagini riduttive di Messia

Sabato 7/3: Mc.13,29-32 Gesù con la Croce toglie ogni illusione mondana

8/3: Seconda Domenica: Gesu, sul Tabor, Trasfigurato di luce divina

Lunedì 9/3: Mc.8,14-21: Si riconosce Gesù, se non si ha il cuore indurito

Martedì 10/3: Mc.8,27-35: Si capisce Gesù solo percorrendo la sua strada

Mercoledì 11/3: Mt.26,62-68: Gesù, è il Figlio dell’uomo, il Figlio di Dio

Giovedì 12/3: Mc.15,33-39: Gesù si manifesta Figlio di Dio sulla Croce

Venerdì 13/3: Mc.1,9-11: Riconoscere Gesù è dono del Padre

Sabato 14/3: Mc.9,2-10: Gesù è il compimento delle attese dell’umanità

15/3: Terza Domenica: Gesù, il vero Tempio dell’adorazione e della fraternità

Lunedì 16/3: Gv.5,19-30: Gesù è sorgente e via della Vita

Martedì 17/3: Gv.6,32-40: Gesù è il pane che suscita una vita piena

Mercoledì 18/3: Gv.8,31-36 Gesù è la luce, che introduce nella Verità

Giovedì 19/3: Gv.10,1-10: Gesù è la porta che dischiude la salvezza

Venerdì 20/3: Gv.10,11-18 Gesù è il pastore che dà la vita per noi

Sabato 21/3: Gv.11,17-17: Gesù è resurrezione per chi lo accoglie con fede

22/3: Quarta Domenica: Gesù, Innalzato in Croce per salvare il mondo

Lunedì 23/3: Gv.1,1-20: Gesù “Dio da Dio, Luce da Luce”, “Grazia e Verità

Martedì 24/4: Gv. 3,16-17: Gesù è il dono definitivo del Padre

Mercoledì 25/4: Gv. 5,19-23: Gesù fa la volontà del Padre

Giovedì 26/4: Gv.8,26-29 Gesù cerca non la sua gloria, ma quella del Padre

Venerdì 27/4: Gv.14,1-11: Gesù è il volto del Padre

Sabato 28/4: Gv.7,14-24: Gesù insegna quello che ha ascoltato dal Padre

29/3: Quinta Domenica: Gesù, il Seme che muore per dare frutto

Lunedì 30/3: Lc.22,39-46: Gesù nella grande prova si abbandona al Padre

Martedì 31/3: Lc.23,26-33: Gesù offre amore, sempre, fino alla morte in croce

Mercoledì 01/4: Gv.8,1-11: Gesù è la Misericordia che si china su di noi

Giovedì 02/4: Lc.10,25-27: Gesù richiede un cambiamento di mentalità

Venerdì 03/4: Gv.12,20-26: Gesù testimonia il segreto della vita e della vera gioia

Sabato 04/4: Gv.17,1-5: Gesù è la manifestazione dell’amore fedele del Padre

05/4: Domenica delle Palme: Inizia la Settimana Santa: “Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù” (Fil. 2,5), nella Passione, Morte e Resurrezione

 

Una pista per la preghiera in famiglia:

- Possiamo creare uno spazio di silenzio attorno a noi, rinnovare la fede nella presenza del Signore, invocare il dono dello Spirito, leggere attentamente il brano del Vangelo, fissare lo sguardo del cuore su Gesù che ci parla, ci ama, ci rivela il Padre, illumina la nostra strada.

- Possiamo leggere un Salmo, scegliendo, se vogliamo, tra questi: 1, 19, 22, 25, 27, 43, 51, 55, 69, 70, 86, 91, 95, 115, 119, 142, 146.

- Intercediamo per i fratelli: “Davanti a te, Signore, ci ricordiamo di… ci impegniamo per

- Preghiamo insieme il Padre Nostro

- Invochiamo la benedizione e la pace del Signore sulla nostra famiglia e sul mondo: “Il Signore ci benedica e ci protegga, faccia risplendere il suo volto su di noi e ci conceda salute, serenità e pace. Amen.

“PER ME IL VIVERE E’ CRISTO” : QUARESIMA 2009

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“Con l’austero rito delle Ceneri inizia il periodo più santo dell’anno: la Quaresima, che, alla sequela di Gesù, ci invita a rinnovare l’itinerario battesimale di morte e di risurrezione, per predisporci a vivere la Pasqua del Signore con cuore rinnovato dalla penitenza e dalla carità.

Si tratta di un tempo caratterizzato da tre aspetti che la Chiesa non si stanca di ricordarci:

- un rinnovato ascolto della Parola, per convertirci al Signore e purificare il cuore dal peccato;

- un tempo prolungato per la preghiera, personale, familiare e comunitaria;

- la pratica del digiuno che sostiene gesti di solidarietà e di distacco dai beni materiali allo scopo di renderci disponibili ad una vita fraterna e di attenzione ai poveri.”
(Mons. C.Nosiglia, Vescovo)

 

QUARESIMA DI ASCOLTO E DI CONDIVISIONE

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Il meglio di una storia

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L'hanno conosciuta e l'hanno amata, così come era. Non hanno amato le belle foto della ragazza solare e sorridente, come in assoluta buona fede abbiamo fatto tutti, anche noi, ma hanno amato lei nella sua condizione più fragile e delicata, nel suo essere indifesa, volubile, delicata. L'hanno presa con loro e ogni giorno, per lunghissimi anni, le hanno parlato, l'hanno pulita, lavata, vestita, curata, accarezzata. Con tutta la fatica che ci vuole. Hanno fatto in modo che intorno a Eluana continuasse a manifestarsi amore, cura, affetto. Tutto questo tutti i giorni: non un solo momento di pausa, non un solo momento di riposo. Loro stavano là, con Eluana: amata di un amore misterioso e intenso, quello che racconta della grande dignità di ogni essere umano, a maggior ragione se fragile e debole.

Nella serata della morte di Eluana Englaro, a Lecco le suore Misericordine della clinica Beato Luigi Talamoni hanno pianto. E con le lacrime hanno scelto la strada della preghiera e del silenzio, nella riservatezza della cappella della clinica lecchese. E hanno recitato il rosario. Al Senato, in quegli stessi minuti, urla, boati, insulti, fischi. Nella cappella della clinica che è stata a lungo la casa di Eluana Englaro, riflessione, dolore, silenzio e preghiera.

Sono il meglio, loro, di tutta questa storia. Il meglio è il loro amore, la loro dedizione, la loro cura, la loro fede. una fede in Dio e una fede nell'essere umano, nella sua grande e straordinaria grandezza, nel senso del rispetto, della condivisione, del sacrificio. Non una parola fuori posto, non un cedimento in tutte queste settimane al rito mediatico che intorno a quella ragazza si è consumato. Loro erano ancora disposte ad accudirla in ogni istante, a riprenderla con loro per prendersene cura fino a che non sarebbe sopraggiunta la morte.

Fateci aggrappare allora alla consapevolezza e alla speranza – speranza squisitamente cristiana – che il male trionfa solamente in apparenza, e che anche di fronte a quanto accaduto non manca la testimonianza di un amore che sa riconoscere, anche nelle piaghe della sofferenza e della apparente inutilità, la grandezza di ogni essere umano. Molti non comprenderanno, molti rideranno: non importa. Il Dio dei cristiani è un Dio sofferente che muore in croce, non è un Dio sfolgorante che scende dalla croce o che si risveglia da uno stato vegetativo durato 17 anni. Quello cristiano è un Dio che muore e poi risorge, e si fa rivedere vivo solamente agli amici. Non si prende rivincite umane, il Dio cristiano: si "limita" a fare una cosa. Lui risorge. Lo fa anche oggi, nella macabra quiete di una clinica italiana. (da Korazym)

Educare alla salute, educare alla vita

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Ormai da diciassette anni, l’11 febbraio, festa della Madonna di Lourdes, si celebra la Giornata

mondiale del malato, promossa da papa Giovanni Paolo II. Lo scopo di questa giornata non è tanto di fare un po’ di festa ai malati per consolarli e incoraggiarli, ma piuttosto risvegliare in tutti i cristiani e persone di buona volontà una particolare attenzione e sensibilità verso chi soffre, i loro familiari e tutti coloro che si dedicano e si impegnano per la loro assistenza e cura.

Il tema proposto quest’anno “Educare alla salute, educare alla vita” sottolinea il fatto molto importante che la salute, quella del corpo, ma soprattutto quella di tutta la persona (assenza di malattia, equilibrio e serenità interiore), è un dono prezioso da conservare e promuovere.

Infatti, tutti teniamo molto a star bene, a evitare o a sconfiggere le malattie, anche con l’aiuto delle più avanzate tecniche o farmaci, quasi a voler eliminare perfino la morte. Ma la salute, ci ricorda la nostra fede cristiana, può diventare anche una forma di schiavitù e mania per sfruttare al massimo ogni possibilità di godere egoisticamente la vita. Invece dovrebbe essere uno strumento, una condizione, un percorso per valorizzare al massimo la vita, per darle un senso profondo, per orientarla verso il bene. La salute può essere usata per una vita vuota e distruttiva o per una vita buona e ricca di amore.

Ciò richiede un cammino di educazione seria e preziosa: far comprendere che una vita spesa per amore merita ogni scelta e donazione, merita impegno di solidarietà verso fratelli bisognosi e poveri di benessere e di risorse, per riuscire a dare significato e valore alla vita, anche quando la salute fisica viene meno o si indebolisce.

Il messaggio della Giornata del malato di quest’anno è un bellissimo invito per educarci a non sciupare la vita in esperienze dannose o inutili, quanto piuttosto a fare della propria vita un dono di amore verso chi è nella sofferenza o nella malattia. È una proposta che dovrebbe trovare spazio nelle famiglie, nelle comunità parrocchiali, nei nostri gruppi di impegno ecclesiale; una proposta da sostenere e diffondere: sarebbe come una piccola goccia che, insieme a tante altre, contribuisce a rendere meno pesanti le nostre sofferenze personali e quelle dei nostri fratelli.

don Aldo De Toni direttore dell’Ufficio per la pastorale della sanità

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