Il Santo Volto della Sindone

Nel suo insieme l'immagine del volto colpisce subito. È solenne, serena, maestosa e armoniosa. Percepiamo la presenza di una realtà divina che permea i segni impressi nella sindone e ci porta al di là di essi.

Il volto parla di sofferenza ma non ne è sfigurato, è immerso nel silenzio ma eloquente. Gli occhi, pur chiusi e gonfi, sembra penetrino il tuo intimo per inondarlo di pace e di misericordia. È il volto di un morto, ma è vibrante, quasi impaziente di risurrezione, di gloria!

Per noi è il Volto di Gesù di Nazaret, Signore e Salvatore nostro, Figlio del Padre. Immagine di quella realtà divina che non viene mai meno.

L'uomo della sindone è l'unico caso finora noto di persona crocefissa e coronata di spine. Corrisponde al racconto del Vangelo sulla passione di Cristo. Cfr.Matteo cap. 27, 27-31 . Ecco un resoconto del laboratorio spaziale di Pasadena che ha sottoposto le fotografie della Sindone a particolari analisi: «Il computer conferma che Gesù fu coronato da un casco di spine. La parte destra del viso è sfigurata. I capelli, dalla parte sinistra, sono impastati di sangue. La barba è strappata. Su di una guancia è rilevabile un colpo di bastone che ha rotto anche la cartilagine del naso. E’anche possibile sapere come è avvenuta la flagellazione. Gesù era in posizione eretta. Secondo i rilevamenti i colpi inferii sarebbero 121, il computer ne calcola persino la violenza; solo la parte vicina al cuore è stata risparmiata».

Nonostante le ferite e le contusioni, il viso di Gesù conserva la sua bellezza armoniosa e le perfette proporzioni. Quella bellezza che, secondo un inno bizantino, «nemmeno gli Angeli osano contemplare. Il ritratto fatto dalle mani immacolate del Padre che noi con fede e amore riconosciamo come Dio nell'adorazione».

Osservando attentamente il Santo Volto, possiamo noi stessi riconoscere alcune ingiurie patite: nel centro della fronte: gonfiore ed emorragia da caduta; sulla guancia destra: emorragia in seguito a colpo e tumefazione che si estende sino alla palpebra; ferite sulla guancia destra, il labbro superiore e la mandibola destra; tra i capelli sopra le tempie e sulla fronte a sinistra quasi una linea circolare: versamento di sangue dalle ferite causate dal casco di spine; tumefazione al sopracciglio sinistro; sulla parte sinistra del naso: cartilagine schiacciata e deformata in seguito a colpo o caduta. Questo è il volto dell'«uomo dei dolori» (Is.53), che portò i nostri dolori e le nostre sofferenze. Testimonianza eloquente dei patimenti di Gesù per la nostra salvezza.

Guardando questo volto ferito, possiamo evocare la passione di nostro Signore in tutto il suo potere redentore. È la torturata bellezza che ci ha aperto le porte della casa del Padre. «Che cosa avrei potuto fare per voi, che già non abbia fatto(Liturgia del Venerdì Santo).

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