Archivio di marzo, 2009

RINNOVO DEL CONSIGLIO PASTORALE PARROCCHIALE

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Carissimi, desideriamo informare la comunità che il piano pastorale diocesano, centrato sul tema: “La Chiesa, casa e scuola di comunione”, chiede a tutte le parrocchie di rinnovare il consiglio pastorale parrocchiale.

Voi sapete che il consiglio pastorale è l’organismo parrocchiale che rappresenta tutte le realtà della parrocchia, gruppi, associazioni, zone. Esso ha uno statuto approvato dal Vescovo; si riunisce regolarmente (ogni 2 mesi circa), cerca di rispondere alla necessità di leggere insieme la vita della comunità; stimola la comunione e la corresponsabilità di tutti nell’animazione della comunità parrocchiale; s’impegna ad essere un segno di fraternità e di servizio.

Davanti ad un rinnovo, che non vuol essere solo “formale”, ma “sostanziale”, sia nello spirito che nel metodo, siamo tutti chiamati a metterci in discussione sulla fraternità delle nostre relazioni, sull’unità tra i diversi gruppi parrocchiali, sulle nostre paure di affrontare un vero discernimento di fronte alle situazioni e alle sfide del nostro tempo.

Viviamo in un momento storico complesso e difficile e non dobbiamo cadere in facili discorsi spiritualistici o moralistici, ma guardare in modo sereno, realistico e positivo la realtà, riconoscendo con gioia e gratitudine la ricchezza di persone e di gruppi che operano in parrocchia, e avanzare aperti e fiduciosi nelle difficoltà. Cercare l’unità nel rispetto della diversità non è facile ma è necessario ed è possibile, con la grazia di Dio, in una comunità di discepoli del Signore.

Questo rinnovamento è sentito anche come bisogno di contare su persone nuove per riprendere il cammino con maggior freschezza ed entusiasmo.

Ringraziamo quanti hanno fatto parte del consiglio precedente e li ringraziamo per la loro preziosa collaborazione.

Ora i vari gruppi sono chiamati a designare i loro rappresentanti. Il parroco ha la possibilità di nominare tre persone e avrà cura che siano rappresentate anche le età e le zone.

Poiché nessuno deve sentisse escluso, promoviamo una consultazione di tutta la comunità. Potrete indicare la vostra disponibilità a essere eletto nel foglietto bianco che trovate alla porta della chiesa o indicare nel foglietto verde il nome di una o due persone che voi desiderereste fossero elette. Queste persone saranno poi convocate per la votazione dei rappresentanti.

Vi chiediamo di accompagnare con la preghiera questo momento importante della vita della nostra parrocchia.

Il consiglio di presidenza del consiglio parrocchiale

Quaresima: lasciarci raggiungere (don Paolo Curtaz)

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Rieccoci in quaresima. Deposte le maschere, quelle carnevalizie e quelle, molto più difficili da togliere, che la vita o l’abitudine ci fanno indossare, ci è proposto, come ogni anno, un tempo di essenzialità per preparaci alla Pasqua, per permettere alla nostra anima di raggiungerci, per verificare la nostra vita.

Quaranta giorni, un decimo del nostro anno in cui cercheremo, con semplicità, di ascoltare la nostra sete, per vedere se siamo ancora (e quanto) pellegrini, viandanti, cercatori. E, per farlo, abbiamo bisogno di deserto, di qualche attimo strappato al caos, di silenzio interiore da ritagliare nelle nostre frenetiche giornate senza capo né coda.

Quaranta giorni per tornare liberi, finalmente. Non per farci giri di testa o per sforzarci di porre qualche piccolo gesto, ma per respirare a pieni polmoni la primavera che tarda ad arrivare, per seguire Gesù nel deserto….

Tre i suggerimenti dal passato per vivere con pienezza la nostra ascesi, il nostro allenamento.

Il primo è percepire la fame: fame di Parola, di senso, di autenticità. Un cuore sazio non si percepisce con autenticità, ecco allora la proposta del digiuno. Digiuno simbolico, dalla TV, dalla fretta, ma anche digiuno autentico dall’eccesso di cibo che, ricordiamocelo, appesantisce il nostro ciclo energetico. Un digiuno per qualcosa, però. Spegnere il televisore per giocare con mio figlio, rinunciare al filetto per aiutare un povero, digiunare dal pettegolezzo per guardare agli altri con lo sguardo di Dio.

La seconda strada proposta è quella della preghiera. Una preghiera fatta soprattutto di ascolto, più che di richiesta. È questo il tempo di leggere la Parola, tutti i giorni, dieci minuti, con calma. Invocare lo Spirito prima, mettersi una posizione che aiuti la concentrazione, staccare il telefono e leggere la Parola, magari quella della domenica.

Leggerla con calma, assaporandola, lasciandola scendere nel cuore, senza fretta. Riscoprire, magari, se la famiglia è cristiana, la benedizione del cibo tutti insieme, prima di mettersi a tavola. Un gesto semplice che ci richiama alla dimensione della gratuità e della bontà di Dio e di ciò che riceviamo da lui.

Infine la terza dimensione, quella dell’elemosina. Elemosina che non significa dare del superfluo, ma spalancare il cuore ai bisogni degli altri, una fede che diventa concretezza. Perché non dedicare un po’ di tempo ad andare a trovare la vecchia zia che non vediamo mai? Perché non rinunciare a qualcosa per aiutare i nostri fratelli che (sul serio) muoiono di fame? Allargare il proprio cuore agli altri diventa un gesto che dentro di noi produce un cambiamento, diventando davvero figli della pace. Buona Quaresima, cercatori di Dio, lasciamo che lo Spirito ci spinga nel deserto.

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