«Sul clima serve una responsabilità comune»

Messaggio di papa Benedetto XVI all'Onu:

Spirito SantoNel suo appello, il Papa ricorda che "è indispensabile che l'attuale modello di sviluppo globale sia trasformato attraverso una è più grande, e condivisa, accettazione di responsabilità per la creazione: ciò è richiesto non solo dai fattori ambientali, ma anche dallo scandalo della fame e della miseria umana".

"La tutela dell'ambiente e la salvaguardia delle risorse e del clima - prosegue Benedeto XVI - obbligano tutti i leader ad agire congiuntamente, rispettando la legge e promuovendo la solidarietà con le regioni più deboli del mondo. Insieme possiamo costruire uno sviluppo umano integrale benefico per tutti i popoli, presente e futuri, uno sviluppo ispirato ai valori della carità nella verità".

"Perché questo avvenga - ricorda ancora il Pontefice - è indispensabile che l'attuale modello di sviluppo globale possa essere trasformato. Siamo tutti chiamati ad esercitare una gestione responsabile della creazione, ad utilizzare le risorse in modo tale che ogni individuo e comunità possano vivere con dignità". "La Terra - per papa Ratzinger - è un dono prezioso del Creatore che, nel progettare un suo ordine intrinseco, ci ha dato linee guidano, come amministratori della sua creazione", e la Chiesa  "ritiene che le questioni riguardanti l'ambiente e la sua tutela siano intimamente connesse con lo sviluppo umano integrale".

Il Papa cita la sua ultima enciclica, Caritas in veritate, per far presente la "pressante esigenza morale di una rinnovata solidarietà non solo tra i Paesi, ma anche tra gli individui", in nome di una "una responsabilità personale verso l'umanità nel suo complesso, in particolare verso i poveri e vero le generazioni future". Di qui, conclude il Papa,  l'importanza che la comunità internazionale e i singoli governi "inviino il giusto segnale ai propri cittadini e riescano a contrastare modi dannosi di trattare l'ambiente", facendo in modo che "i costi economici e sociali dell'utilizzo delle risorse" siano "riconosciuti con trasparenza e sostenuti da coloro che li procurano, e non da altri popoli o generazioni future".

 

 

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