PERCHE’ LA GIORNATA MISSIONARIA
“Anche se piccola e povera, antica o nuova, ogni comunità deve farsi segno dell’amore di Dio per tutti”… “l’universalità di Gesù parte sempre dal basso, cioè dagli ultimi”… “I martiri invitano la nostra Chiesa a contare non sulla forza e il prestigio umani, ma sulla forza che Dio assicura a chi si affida a lui”… I missionari ad gentes, sono un pungolo efficace nelle nostre comunità cristiane in vista di una risposta sempre più adeguata alla nostra vocazione”.
(CEI, L’amore di Cristo ci sospinge, nn. 5 e 7).
La Missione non è assolvere ad un dovere, ma è risposta ad una chiamata. Per questo occorre che la Chiesa sappia sempre prendersi cura delle molteplici forme di emarginazione, infondendo in ogni uomo la certezza di essere amato da Dio.
Nell’impegnativa opera di evangelizzazione che spetta a ciascun battezzato, ci sostiene e ci accompagna la certezza che il Signore è con noi “tutti i giorni fino alla fine del mondo”.
Oggi, come duemila anni fa, la Chiesa invia generosi e appassionati testimoni ad annunciare il Vangelo a coloro che non lo hanno ancora ricevuto, perché attraverso il loro fedele annuncio, il Vangelo non conosca confini.
L’invio di questi nostri fratelli e sorelle in vari Paesi del mondo, secondo le concrete necessità delle Chiese particolari, renda tra noi più forte il vincolo di comunione fraterna e ci impegni a sostenerli con la nostra preghiera e la nostra carità.
La nostra preghiera salga per tutti quegli uomini, donne e bambini che nel mondo soffrono a causa della fame, dell’ingiustizia, dell’indifferenza. Che il Vangelo della carità divenga incontro con l’amore del Padre e risposta concreta alle loro sofferenze.
Ancora oggi, nella Chiesa, tanti uomini e donne sono perseguitati a causa della loro fede. Chiediamo al Signore che non venga mai meno la fedeltà al Vangelo per questi nostri fratelli e per ciascuno di noi.
Sempre più poveri, sempre più invisibili
Il pacchetto sicurezza può mettere ai margini migliaia di cittadini italiani in stato di povertà estrema, i senza dimora. E l’arrivo del freddo apre il problema della tutela della vita degli homeless stranieri irregolari, che rischiano provvedimenti penali se si presentano nei centri di accoglienza pubblici o convenzionati con i comuni. Senza contare che una denuncia penale incombe anche sugli operatori, pubblici o convenzionati, che presteranno assistenza umanitaria a stranieri non in regola.
I pericoli per i clochard sono stati resi noti in una conferenza stampa organizzata dalla Fiopsd, la federazione degli organismi per i senza dimora, tra i quali diverse Caritas ed enti religiosi, e i giornali di strada.

