INTELLIGENZA E CUORE CONTRO LA MAFIA
Scomunichiamo le mafie nei nostri cuori. Se, come è vero, i malavitosi che militano nelle organizzazioni criminali che soffocano il Sud e hanno esteso le loro radici grondanti sangue in ogni angolo d`Italia, sono fuori dalla comunione ecclesiale, allora il problema è tutto nostro. Di noi cristiani e cittadini italiani. 
Anche noi, forse, ci siamo adagiati sull`idea che la lotta alla mafia, persino nella Chiesa, sia opera di santi e figure eroiche. Il nostro pensiero corre a don Pino Puglisi o a don Giuseppe Diana, a chi è morto in prima linea perché si è permesso di contrastare il potere della mafia sul territorio. Ecco, appunto il territorio. Ovvero il controllo delle coscienze. Chi è meridionale sa bene che le mafie, soprattutto nella versione delle "cosche" o delle "famiglie", non esisterebbero se non avessero il controllo del territorio.
Ecco dunque la sfida dell`ordinarietà per i cristiani: contendere il territorio alle mafie. Non abbiamo bisogno di martiri, che pure fanno grande la Chiesa, ma di comunità vive, capaci di contendere lo spazio urbano delle coscienze e di sottrarle, soprattutto nel nostro Sud, operato attraverso l`elemosina della mafia. Quel surrogato di assistenzialismo che la pone in concorrenza sleale con lo Stato.
Ma va detto che oggi le mafie hanno strategie sempre più sofisticate. Nei giorni in cui si scopre che l`Italia è tra i primi cinque Paesi in Europa per consumo pro-capite di cocaina, non si può far finta di non sapere che tutto il mercato delle droghe è nelle mani della criminalità organizzata e che dal Sud al Nord è in atto un continuo trasferimento di fiumi di droga che vengono riversati sui mercati più ricchi del Paese. Intere generazioni sono già in balla delle mafie, perché consumatori o spacciatori.
Bisogna temere l`intelligenza mafiosa che conosce le nostre debolezze e su quelle si arricchisce. Ecco perché frenare il fiume di droga che sta invadendo il Nord del Paese (a Milano si consumano ogni giorno una media di 9,1 dosi di cocaina per mille abitanti, contro le 6,9 di Londra) è oggi una scelta strategica per assestare un colpo gravissimo alle mafie. Pensare di poter continuare a convivere con chi fa ingrassare il mercato delle droghe è il più grave peccato di omissione nei confronti delle future generazioni e ci condanna a essere tutti sudditi delle mafie…
Da Avvenire 13 Novembre 2009 di Domenico Delle Foglie

