Archivio di novembre, 2009
Non togliete quel crocifisso
Il crocifisso non genera nessuna discriminazione. Tace. E’ l’immagine della rivoluzione cristiana, che ha sparso per il mondo l’idea di uguaglianza fra gli uomini fino ad allora assente.
Il crocifisso è simbolo del dolore umano. La corona di spine, i chiodi evocano le sue sofferenze. La croce che pensiamo alta in cima al monte, è il segno della solitudine nella morte. Non conosco altri segni che diano con tanta forza il senso del nostro umano destino. Il crocifisso fa parte della storia del mondo. Per i cattolici, Gesù Cristo è il figlio di Dio. Per i non cattolici, può essere semplicemente l’immagine di uno che è stato venduto, tradito, martoriato ed è morto sulla croce per amore di Dio e del prossimo.
Chi è ateo, cancella l’idea di Dio, ma conserva l’idea del prossimo.
Si dirà che molti sono stati venduti, traditi e martoriati per la propria fede, per il prossimo, per le generazioni future, e di loro sui muri delle scuole non c’è immagine. E’ vero, ma il crocifisso li rappresenta tutti.
Come mai li rappresenta tutti? Perché prima di Cristo nessuno aveva mai detto che gli uomini sono uguali e fratelli tutti, ricchi e poveri, credenti e non credenti, ebrei e non ebrei, neri e bianchi, e nessuno prima di lui aveva detto che nel centro della nostra esistenza dobbiamo situare la solidarietà tra gli uomini.
Gesù Cristo ha portato la croce. A tutti noi è accaduto di portare sulle spalle il peso di una grande sventura. A questa sventura diamo il nome di croce, anche se non siamo cattolici, perché troppo forte e da troppi secoli è impressa l’idea della croce nel nostro pensiero.
Alcune parole di Cristo, le pensiamo sempre, e possiamo essere laici, atei o quello che si vuole, ma fluttuano sempre nel nostro pensiero ugualmente.
Il crocifisso fa parte della storia del mondo.
Natalia Ginzburg per L’Unità del 22 marzo del 1988
Sono le parole di una persona atea, ebrea e per di più comunista: Natalia Ginzburg
LA FAMIGLIA DIMENTICATA
“Il dibattito politico, al di là di qualche flebile voce non raramente del tutto formale e superficiale, ignora la famiglia. Ma la ignora anche dal punto di vista economico, nel senso che sono spariti dall`agenda i provvedimenti tesi a sostenerla. E questo quando la famiglia sembra oggi più indispensabile che mai, tant`è vero che, se l`Italia riesce alla meno peggio a resistere alla crisi, è merito, in buona parte, proprio di questa «impresa» tradizionalmente pronta a soccorrere i suoi membri in difficoltà…”
(Isabella Bossi Fedrigotti ,Il Corriere della Sera 29 Ottobre 2009)
“I cristiani i più discriminati al mondoâ€
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La denuncia della Santa Sede all’Onu:
“I cristiani i più discriminati al mondo”
Non c'e' religione sul Pianeta ''che sia libera da discriminazione'', ma ''la piu' colpita e' quella cristiana''. Infatti, a dispetto di quanto ''ripetutamente proclamato dalla Comunita' internazionale e specificato negli strumenti legislativi internazionali, cosi' come nella Costituzione di molti Stati'', il diritto alla liberta' religiosa ''continua oggi ad essere ampiamente violato''. Sarebbero ''piu' di 200 milioni le persone, di diverse confessioni cristiane, che subiscono discriminazioni sul piano legale e culturale''. Mons.Migliore ha rievocato i ripetuti attacchi registrati nei mesi scorsi in alcuni Paesi asiatici e del Medio Oriente contro le comunita' cristiane, che hanno provocato morti e feriti, e visto bruciare chiese e case. Azioni commesse da estremisti, ''in risposta ad accuse contro individui ritenuti, secondo le leggi antiblasfemia, in qualche modo irrispettosi del credo altrui''. Queste leggi hanno favorito ''ingiustizia, violenza settaria e violenza tra religioni'' e sono utilizzate come strumenti di abuso''.
settimana dal 02 al 08 novembre
Domenica 1 Novembre – festività di tutti i santi.
Sante messe orario festivo (8,00 : 10,00 : 11,15 : 18,30)
Lunedì 2 Novembre – commemorazione dei defunti
Ore 17,00: incontro settimanale di catechesi per i fanciulli di 2° e 3° elementare.
Ore 18,00: per i fanciulli di 4° e di 5° elementare.
Ore 20,00: incontro quindicinale di genitori e figli di di 2° e 3° elementare.
Martedi 3 Novembre – Santa Silvia
Ore 15,00: incontro settimanale di catechesi per i ragazzi di 1° media.
Ore 15,15: Incontro settimanale di catechesi per i ragazi di 1 e 2 media
Ore 20,00: incontro quindicinale di genitori e figli di di 3° media
Ore 20,45: Incontro di Comunità Capi nelle sedi Scout
Mercoledì 4 Novembre – San Carlo Borromeo
Ore 20,45: Incontro animatori “Gruppo Giovani” in oratorio.
Giovedì 5 Novembre – Santi Elisabetta e Zaccaria
Ore 15,00: Incontro San Vincenzo e AC, nella sede Caritas.
Ore 20,30: Incontro gruppo giovani (ragazzi delle superiori)
Venerdì 6 Novembre – San Severo
Ore 15,00: In Cimitero maggiore di Vicenza, Commemorazione dei defunti
Ore 18.30: ( al posto della S.Messa feriale): Lectio divina sui testi della Liturgia della Parola della domenica successiva
Sabato 7 Novembre – Sant'Ernesto
Ore 9,00: Incontro dei ministri straordinari della Comunione
Ore 14,45:Attività Scout (Branco e Reparto)
Ore 15,00: Attività ACR in oratorio
Ore 17,00: Adorazione eucaristica in chiesa
Domenica 8 Novembre – XXXII T.O.
Sante messe orario festivo (8,00 : 10,00 : 11,15 : 18,30)
Ore 15,00: S.Messa di suffragio dei Defunti nel Cimitero di Carpaneda
PROVE CORI PARROCCHIALI
Coro adulti “Santa Lucia”: Lunedì e Giovedì ore 20,45
Coro della famiglia: Venerdì ore 20,00
Coro giovani: Martedì ore 20,45
I cori per le prove si trovano in chiesa. Per chi volesse aggiungersi e compiere questo bel servizio di canto e animazione della liturgia domenicale per la comunità, può scegliere il coro a cui fare riferimento.PROVE CORI PARROCCHIALI
Coro adulti “Santa Lucia”: Lunedì e Giovedì ore 20,45
Coro della famiglia: Venerdì ore 20,00
Coro giovani: Martedì ore 20,45
I cori per le prove si trovano in chiesa. Per chi volesse aggiungersi e compiere questo bel servizio di canto e animazione della liturgia domenicale per la comunità, può scegliere il coro a cui fare riferimento.
Autunno – I Santi – I frutti dell’amore
Questo forse è dovuto anche al fatto che viviamo in una cultura in cui si privilegia l’apparire, un mondo in cui – come ha detto qualcuno – “anche la santità si misura in pollici”.
Ma è proprio in questa ambigua ricerca della santità attorno a noi che ci viene in aiuto la festa di tutti i santi, la celebrazione della comunione dei santi del cielo e della terra.
Sì, nel cuore dell’autunno, dopo tutte le mietiture, i raccolti e le vendemmie nelle nostre campagne, la Chiesa ci chiede di contemplare la mietitura di tutti i sacrifici viventi offerti a Dio, la messe di tutte le vite ritornate al Signore, la raccolta presso Dio di tutti i frutti maturi suscitati dall’amore e dalla grazia del Signore in mezzo agli uomini.
La festa di tutti i santi è davvero un memoriale dell’autunno glorioso della Chiesa, la festa contro la solitudine, contro ogni isolamento che affligge il cuore dell’uomo: se non ci fossero i santi, se non credessimo “alla comunione dei santi” – che non certo a caso fa parte della nostra professione di fede – saremmo chiusi in una solitudine disperata e disperante. In questo giorno dovremmo cantare: “Non siamo soli, siamo una comunione vivente!”; dovremmo rinnovare il canto pasquale perché, se a Pasqua contemplavamo il Cristo vivente per sempre alla destra del Padre, oggi, grazie alle energie della risurrezione, noi contempliamo quelli che sono con Cristo alla destra del Padre: i santi.
Noi oggi contempliamo questo mistero: i morti per Cristo, con Cristo e in Cristo sono con lui viventi e, poiché noi siamo membra del corpo di Cristo ed essi membra gloriose del corpo glorioso del Signore, noi siamo in comunione gli uni con gli altri, Chiesa pellegrinante con Chiesa celeste, insieme formanti l’unico e totale corpo del Signore.
Ecco il forte richiamo che risuona per noi oggi: riscoprire il santo accanto a noi, sentirci parte di un unico corpo. E’ questa consapevolezza che ha nutrito la fede e il cammino di santità di molti credenti, dai primi secoli ai nostri giorni: uomini e donne nascosti, capaci di vivere quotidianamente la lucida resistenza a sempre nuove idolatrie, nella paziente sottomissione alla volontà del Signore, nel sapiente amore per ogni essere umano, immagine del Dio invisibile.
Il santo allora diviene una presenza efficace per il cristiano e per la Chiesa: “Noi non siamo soli, ma avvolti da una grande nuvola di testimoni” (Ebr 12,1), con loro formiamo il corpo di Cristo, con loro siamo i figli di Dio, con loro saremo una cosa sola con il Figlio.
In Cristo si stabilisce tra noi e i santi una tale intimità che supera quella esistente nei nostri rapporti, anche quelli più fraterni, qui sulla terra: essi pregano per noi, intercedono, ci sono vicini come amici che non vengono mai meno.
Sostenuti da quanti ci hanno preceduto in questo cammino, scopriremo anche i santi che ancora operano sulla terra perché il seme dei santi non è prossimo all’estinzione: caduto a terra si prepara ancora oggi a dare il suo frutto. “Ecco, io faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?” (Is 43,19). Tratto da: Dare senso al tempo, di Enzo Bianchi

