Archivio di dicembre, 2009
settimana dal 21 al 27 dicembre
Lunedì 21 Dicembre – San Pietro Canisio
Ore 17,00: incontro settimanale di catechesi per i fanciulli di 2° e 3° elementare; alle 18,00: per i fanciulli di 4 ° e di 5°. Alle 20,00: incontro quindicinale di genitori e figli di 3° e 4°.
Ore 18,00 Confessione dei fanciulli delle elementari della catechesi familiare serale
Martedi 22 Dicembre – Santa Francesca Saverio Cabrini
Ore 15,15: Catechismo delle medie
Ore 20,00: incontro quindicinale di genitori e figli di 3° media.
Mercoledì 23 Dicembre– San Giovanni da Katy
Ore 20.30: Celebrazione della Riconciliazione
Giovedì 24 Dicembre – San Delfino
Non c’è la Messa vespertina delle ore 18.30
Ore 21.00: Veglia e S. Messa Natalizia detta di “Mezzanotte”
Venerdì 25 Dicembre – NATALE DEL SIGNORE
Sante messe orario festivo (8,00 : 10,00 : 11,15 : 18,30)
Sabato 26 Dicembre – Santo Stefano
Sante messe orario festivo (8,00 : 10,00 : 11,15 : 18,30 pre-festiva)
Ore 17,00: Adorazione eucaristica in forma libera
Domenica 27 Dicembre – Santa Famiglia – Patrona della parrocchia
Sante messe orario festivo (8,00 : 10,00 : 11,15 : 18,30)
Ore 11,15: Festa degli anniversari di Matrimonio
Ore 16,00: Concerto del Coro polifonico S.Cecilia
Rubrica SMS (SE MI SENTI….)
Sabato 28 è stato aperto il Mercatino di Natale, una MOSTRA / VENDITA di lavori del Gruppo parrocchiale “AGO, FILO, FANTASIA”. Resta aperta fino al 20 dicembre, tutti i sabati dalle 15,30 alle 19.30 e tutte le domeniche dalle 9.00 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.30 Ha lo scopo di raccogliere fondi per finanziare delle micro-realizzazioni nel Terzo Mondo.
1.E’ disponibile il Calendario parrocchiale: ci aiuterà a sentici vicini alla vita della nostra comunità parrocchiale nel passare dei mesi, delle settimane, dei giorni. Per il costo del calendario e della stampa parrocchiale è suggerito il contributo di €. 3,00
2.Il percorso di preparazione al Sacramento del Matrimonio si terrà al Venerdì alle ore 21, a partire dal 15 gennaio 2010.
3.La famiglia parrocchiale, attraverso una busta che troverete in chiesa, vi chiede un particolare contributo per provvedere alla manutenzione e alla gestione delle opere parrocchiali Grazie a tutte le famiglie che considerano la chiesa come la loro casa e sentono il debito parrocchiale come un debito di famiglia.
4.Domenica 27 dicembre, S.Famiglia, celebreremo la festa patronale della nostra parrocchia, con la celebrazione degli Anniversari di Matrimonio alla S.Messa delle ore 11.15, con un pranzo per le tutte le coppie di sposi con anniversari significativi, con un concerto del Coro S.Cecilia alle ore 16 in chiesa.
Coloro che desiderano partecipare al pranzo, si iscrivano entro il 20 dicembre in sacrestia o in canonica.
6 Gennaio 2010, ore 15,00 , in chiesa
FESTA DEI NONNI
Concerto dell'epifania dei cori parrocchiali
della Famiglia e dei giovani
Al termine per i più piccoli arrivo della befana
Parliamone
5 Per questo Natale il nostro Vescovo Cesare ha formulato questo appello rivolto a tutte le forze politiche, ai comuni e alle parrocchie dicendo:
“ Faccio appello alle istituzioni, ai comuni e soprattutto alle famiglie, alle parrocchie e agli istituti religiosi, affiché non accettino più l'attuale situazione e abbiano il coraggio di fare qualcosa di concreto, promuovendo e sostenendo, insieme ad ogni singola famiglia nomade, un progetto di coabitazione sul territorio, munito di servizi essenziali per vivere dignitosamente, e di inserimento lavorativo e di scolarizzarione dei minori, testimoniando così l'amore e la fede in quel Dio, che si è fatto bambino povero e ultimo degli ultimi ”.
CHIESA, SCUOLA DI COMUNIONE
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Nella lingua ebraica, Betlemme significa la casa del pane. Cioè la casa della condivisione, della comunione, perché il pane è fatto per essere mangiato insieme. Il pane, però, a Betlemme, non era condiviso! Maria e Giuseppe vi arrivano dopo un lungo cammino, pensando che quella era la loro città, dove avevano le loro radici, in una parola: la loro casa. Ma non trovarono spazio nella sala degli ospiti (traduzione letterale dal greco), la sala dove si consumavano i banchetti. “La casa del pane” era chiusa per loro; quella, non era più la loro casa! Forse anche perché non erano accostumati a una sala per banchetti: la si trovava solo nelle case dei ricchi. Giuseppe allora si rifugia con Maria, gravida di Gesù, in una stalla, forse una grotta di contadini o pastori, dove abitualmente si custodivano gli animali. Non è proprio una casa, ma può svolgere le funzioni di riparo momentaneo. Gesù nacque in questo luogo, improprio per nascere, senza l’aiuto di nessuno e poco igienico. Appena nato, è avvolto in fasce e posto nella mangiatoia, come in un piatto. Le fasce, la mangiatoia ricordano anticipatamente il cadavere di Gesù avvolto in fasce e deposto in un sepolcro. Ma, la mangiatoia ricorda anche il pane. Il pane fresco, appena tolto dal forno, ancora caldo, era avvolto in una tovaglia bianca e conservato: in questa maniera durava giorni e giorni e nutriva la famiglia fino alla settimana successiva. La grotta, la mangiatoia, le fasce: è questa la vera “casa del pane”, e Gesù è il pane della vita che ci è donato. La città di Betlemme, invece, per aver dimenticato il senso del suo nome, ha perso la sua vera identità. E’ diventata una città chiusa, non è più una casa, perché in lei il pane non è più condiviso. La vera Betlemme è ora questa grotta di animali, a cui accorrono i poveri e gli emarginati del tempo, i pastori, richiamati dagli angeli. E a loro, come su un piatto speciale, è offerto il pane vero, Gesù, capace di riscaldare il loro cuore, perché Gesù è il segno che Dio si è ricordato di loro. Ecco perché questo luogo risplende ora di una luce fortissima, come un faro che attira a sé tutti i naviganti dispersi nel mare della vita, realizzando così la profezia messianica di Isaia che vedeva Gerusalemme brillare di luce dall’alto del monte Sion e tutti i popoli accorrere a lei.
Il Natale invita ciascuno di noi e le nostre comunità a diventare nuovamente “la casa del pane”. Celebrare il Natale è ritornare ad essere casa, famiglia, dove tutti trovano il loro spazio attorno ad una mangiatoia (tavola, altare) per spezzare insieme il pane della vita (Gesù). Non lasciamo che l’esclusione, il giudizio, il preconcetto ci dividano dai nostri fratelli e sorelle, ma assumiamo uno spirito di inclusione, di solidarietà vera, di fraternità, attorno al pane-Gesù.
