Archivio di febbraio, 2010
Il Documento CEI su Chiesa e Mezzogiorno
0Il «cancro» delle mafie. L’inadeguatezza delle classi dirigenti. Il dissesto ambientale. La disoccupazione, il lavoro nero, la povertà delle famiglie, l’emigrazione dei giovani. Ma anche il mix fra modernizzazione acritica e gli «antichi germi» del familismo e dell’omertà: quante ferite, nella carne viva del Sud. Problemi drammatici – denunciano i vescovi italiani – aggravati dalla crisi economica e dall’«egoismo individuale e corporativo» cresciuto in tutto il Paese, che rischiano «di tagliare fuori il Mezzogiorno dai canali della ridistribuzione delle risorse trasformandolo in un collettore di voti per disegni politico-economici estranei al suo sviluppo». Ma non è del male l’ultima parola. Nella Chiesa e nella società del Sud ci sono risorse di socialità, cultura, spiritualità, che alimentano la speranza del riscatto oltre «ogni forma di rassegnazione e fatalismo». Un riscatto che prenda forza dall’«umanesimo cristiano», riconosca la «sfida educativa» quale «priorità ineludibile» e abbia nel federalismo solidale uno strumento efficace.
(CEI, 24 Febbraio 2010)
«Rubare è un peccato». Lo ha ricordato con la consueta chiarezza Benedetto XVI: «Si dice: ha mentito, è umano, ha rubato, è umano. Ma questo non è il vero essere umano. Umano è essere generoso, umano è essere buono, umano è essere un uomo della giustizia…». Ecco una educazione dell’essenziale per tutti gli uomini: rubare è un peccato contro l’umanità. Non tornare a raccontare questa nuda verità, non spiegarla ai nostri bambini nelle catechesi, non ricordarla con passione nelle omelie, non parlarne con sincerità nelle nostre famiglie, non indicarla come dovere ai giovani, è un’occasione sciupata per migliorare la qualità della nostra malandata democrazia.
DdF
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settimana dal 01 al 07 marzo
Lunedì 1 Marzo – S.Albino
Ore 17,00: incontro settimanale di catechesi per i fanciulli di 2°, 3° elementare; Ore 18,00: per i fanciulli di 4° di 5°.
Ore 20,00: incontro quindicinale di genitori e figli di 4° e 5°.
Martedi 2 Marzo – S. Lucio
Ore 15,00: Incontro settimanale per i ragazzi di 1° media.
Ore 15,15: Incontro settimanale per i ragazzi di 2° – 3° media.
Ore 20,00: Incontro quindicinale di genitori e figli di 1° & 2° media.
Mercoledì 3 Marzo – S. Cunegonda
Ore 20,45: Incontro direttivo “Noi Associazione”, in Oratorio.
Giovedì 4 Marzo – S. Casimiro
Ore 15,00: Incontro gruppo San Vincenzo, presso la sede Caritas.
Ore 20,45: Incontro del “Gruppo Giovani”
Venerdì 5 Marzo – S. Adriano.
Ore 15,00: Via Crucis, animata dai ragazzi di Terza media.
Ore 18,30: S.Messa nella cappellina invernale.
Ore 20,00: Preghiera intorno alla Croce
Ore 20,30: Lectio divina per giovani, in oratorio.
Sabato 6 Marzo – S. Coletta
Ore 15,00: Attività del Branco e del Reparto in Oratorio.
Ore 15,00: Attività ACR in oratorio
Ore 17,00: Adorazione eucaristica
Domenica 7 Marzo – III domenica di Quaresima.
Sante messe orario festivo (8,00 : 10,00 : 11,15 : 18,30)
Giornata della prossimità sul tema: “Dov’è tuo fratello?”: Conoscenza di alcuni luoghi di prossimità della nostra città, incontrando gli operatori e i volontari.
alle ore 10: Nella S.Messa, presentazione alla comunità dei fanciulli che si preparano alla Messa di prima comunione eucaristica. Seguono incontro e pranzo per genitori e figli.
Dalle 15,00 alle 17,00 siamo invitati a incontrare gli operatori del servizio accoglienza per persone in grave emarginazione, presso l’Albergo cittadino, in viale S.Lazzaro, 73.
Per informazioni possiamo rivolgerci al Centro Ascolto Caritas
al martedì dalle 16,30 alle 18.
Ogni domenica il cesto degli alimenti per la S.Vincenzo , alla porta della chiesa, aspetta la tua condivisione.
Le iscrizioni all’anno scolastico 2010-2012 si prolungheranno per disponibilità di posti fino al venerdì 19 marzo, dal lunedì al venerdì, dalle ore 11.00 alle ore 13.00.
Per i ragazzi delle medie, animazione della Via Crucis del Venerdì e animazione della S.Messa del Sabato sera.
Per i ragazzi delle superiori e giovani, il martedì mattina, lodi e colazioni insieme, con le modalità spiegate nel foglietto di presentazione dell'attività
Per i giovani dai 18 anni, LECTIO DIVINA per giovani, il Venerdì sera, con le modalità spiegate dal foglietto di presentazione dell'attività.
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LA TRASFIGURAZIONE
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- L'episodio della Trasfigurazione è incorniciato da questi fatti: l'abbandono delle folle, la crisi di fede dei discepoli sull'identità di Gesù, i due annunci della passione, il tema ricorrente della sequela di Gesù sulla strada della Croce, del seme che deve morire per dare frutto, della necessità di perdersi per ritrovarsi, della scelta di donare la vita come Lui per avere la vita in pienezza.
- La Trasfigurazione di Gesù, come il Battesimo e la Resurrezione , ha la funzione di rivelare che Gesù, colui che ha scelto la strada del servizio, della solidarietà con i poveri e i peccatori, è il vero Messia, il Figlio eterno di Dio. La frase centrale è l'affermazione del Padre: "Questi è il Figlio mio, l'Eletto, ascoltatelo!".
- La Trasfigurazione dura pochissimo: Pietro vorrebbe che durasse sempre, ma "non sa quello che dice", perché la Trasfigurazione è una luce che illumina la vita, non è la vita.
- A questi significati comuni a Marco e Matteo, Luca aggiunge due annotazioni:
1. "Salì sulla montagna a pregare e mentre pregava": avviene in un momento di preghiera. Gesù va a pregare e non a trasfigurarsi: la trasfigurazione è un dono durante la preghiera.
2. "Parlavano del suo esodo, che egli avrebbe dovuto compiere a Gerusalemme": il contenuto del colloquio di Gesù con Mosè ed Elia è il suo "esodo", la strada della Resurrezione che passa per la Croce. La strada della Croce, della fedeltà nell’amore, è il centro del cristianesimo.
- I discepoli esperimentano all'inizio il sonno, la fatica, la pesantezza, la paura: "erano carichi di sonno"; "entrando nella nube, erano pieni di paura"; "però rimasero svegli": è resistendo contro la tentazione del sonno, della stanchezza, della paura, perseverando nella preghiera, lasciandosi illuminare dalla Parola, che è possibile fare l'esperienza della gloria di Cristo.
- Anche il nostro corpo, tempio dello Spirito Santo sarà trasfigurato come quello di Gesù. Colleghiamo i momenti di trasfigurazione: la preghiera, la Messa domenicale, gli incontri formativi, con l' impegno nel lavoro, nella famiglia, nella nostra comunità, nella società civile?
LUCA 4, 1-13 : LE TENTAZIONI
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La tentazione fondamentale, contro la quale Gesù ha lottato non solo qui ma in tutta la sua missione, è stata quella di non percorrere la strada messianica indicata dal Padre (l'amore-servizio fino alla croce), ma la strada sollecitata da Satana, più consona con le attese messianiche del suo tempo.
Gesù rifiutò energicamente tale tentazione, rinunciando a utilizzare nella propria missione la strada del potere, del prestigio, del miracolo spettacolare. Cf. Gv.6,15; Lc.22,25-27; Mc.10,42-45;
Le tre tentazioni raccontate da Luca ritrovano le tre classiche tentazioni d'Israele nel deserto.
E' stato lo Spirito, sceso su Gesù nel Battesimo a spingerlo nel "deserto", il luogo della prova. Anche la nostra vita è costantemente "nella prova", perché lo stesso Spirito, che è stato effuso in noi nel Battesimo e che ci ha fatti diventare figli di Dio, ci spinge a lottare contro la stessa tentazione di Gesù.
La tentazione di Gesù è la tentazione permanente della Chiesa e del cristiano: non fidarsi dell'efficacia della Parola di Dio per la nostra felicità e per la trasformazione del mondo; sostituire con mezzi potenti i mezzi poveri di Gesù, il Servo: l'amore, la condivisione, il servizio, la testimonianza, la mitezza, la nonviolenza, la preghiera, la Parola , i Sacramenti, la vita comunitaria..
Contempliamo Gesù, che è tentato come noi e vince la tentazione affidandosi totalmente alla Parola di Dio: "Non di solo pane vive l'uomo"; "Solo il Signore tuo Dio, tu adorerai!"; "Non tenterai il Signore tuo Dio!".
Per vincere le tentazioni è necessario il riferimento abituale, costante alla Parola: come possiamo dare maggior spazio alla Parola in questa Quaresima?
La Chiesa deve denunziare…
0“ La Chiesa deve denunziare ciò che viola la vita, la libertà e la dignità dell’uomo. Non chiede la vita, ma dà la vita per difendere la vita. La mia funzione è di essere voce di questa chiesa.
Colui che si impegna con i poveri deve correre lo stesso destino dei poveri: scomparire, essere torturato, catturato, ucciso. Come pastore della Chiesa e del popolo, io sono obbligato a dare la vita per coloro che amo.“
Mons. Oscar Romero
“Un altro timore è quello a proposito dei rischi della mia vita. Mi costa accettare una morte violenta che in queste circostanze è possibilissima… Le circostanze sconosciute dovrò viverle con la grazia di Dio. Egli ha assistito i martiri e se sarà necessario, lo sentirò vicino a me quando gli darò il mio ultimo respiro. Ma che più importante del momento di morire è donargli tutta la mia vita, vivere per Lui. “
Mons. Oscar Romero
