Il padre misericordioso

  •  Gesù frequenta abitualmente gente poco per bene e ciò provoca disapprovazione tra gli scribi e i farisei: è per questo che Gesù racconta la parabola. Egli si comporta così perché il Padre è così.
  •  Il racconto si divide in due parti, che iniziano con l'entrata in scena dei due fratelli e che finiscono con il ritornello: "era perduto ed è stato ritrovato".
  •  Il protagonista della parabola è il Padre "prodigo di misericordia", il quale  non cessa di amare il figlio, che si è allontanato da casa e continua ad attenderlo e quando ritorna, gioisce profondamente e desidera che anche il fratello maggiore gioisca con lui. Non gli interessa il fatto che abbia dissipato tutto, ma che sia ritornato. Questo è il volto di Dio testimoniato da Gesù.
  •  E’ il vero, meraviglioso volto di un Dio, che ci tratta come figli, coeredi e commensali, che ci lascia partire, ma che ci attende, e ci getta le braccia al collo… e fa festa, ogni volta che ‘rientriamo in noi stessi', chiediamo perdono e ci lasciamo abbracciare da Lui nel sacramento del Perdono.
  •  E’ il padre che corre incontro al figlio minore: “Quando era ancora lontano lo vide”: è lo sguardo di Dio che raggiunge l’uomo quando ancora è lontano. “Si commosse”: è i movimento delle viscere di Dio, che ha viscere materne nei confronti dei suoi figli.  “Gli corse incontro”: è il padre che corre. “Gli si gettò al collo e non smetteva di baciarlo”: è il gesto dell’affetto e dell’accoglienza, dell’intimità. E poi ordinò per lui: la veste nuova, l’anello, i sandali e la festa con il vitello grasso.
  •  E’ il padre che esce verso il figlio maggiore, che non vuole entrare in casa e cerca di convincerlo con pazienza. Dio è colui che esce sempre per cercare l’uomo: non è forse questo il cuore della missione? Se non sappiamo entrare in questo “uscire” di Dio, non possiamo capire nulla di lui.
  •  Il peccato dei due figli, sia del minore che se ne va, sia del maggiore che resta, ma è triste, sta nel fatto di non aver capito che la vera gioia e libertà sta nel vivere con il Signore, nel godere della sua Presenza, del suo Amore, dei suoi doni. Fuori di casa, lontano dal Padre, è la libertà, la felicità. E' il peccato di tutti noi. E’il peccato originale (Gen.3): un falso concetto di Dio come antagonista ed avversario dell’uomo ed inoltre la pretesa di farcela da soli, di autorealizzarsi senza aver bisogno di Dio.