Archivio di marzo, 2010
IL PADRE MISERICORDIOSO
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- Gesù frequenta abitualmente gente poco per bene e ciò provoca disapprovazione tra gli scribi e i farisei: è per questo che Gesù racconta la parabola. Egli si comporta così perché il Padre è così.
- Il racconto si divide in due parti, che iniziano con l'entrata in scena dei due fratelli e che finiscono con il ritornello: "era perduto ed è stato ritrovato".
- Il protagonista della parabola è il Padre "prodigo di misericordia", il quale non cessa di amare il figlio, che si è allontanato da casa e continua ad attenderlo e quando ritorna, gioisce profondamente e desidera che anche il fratello maggiore gioisca con lui. Non gli interessa il fatto che abbia dissipato tutto, ma che sia ritornato. Questo è il volto di Dio testimoniato da Gesù.
- E’ il vero, meraviglioso volto di un Dio, che ci tratta come figli, coeredi e commensali, che ci lascia partire, ma che ci attende, e ci getta le braccia al collo… e fa festa, ogni volta che ‘rientriamo in noi stessi', chiediamo perdono e ci lasciamo abbracciare da Lui nel sacramento del Perdono.
- E’ il padre che corre incontro al figlio minore: “Quando era ancora lontano lo vide”: è lo sguardo di Dio che raggiunge l’uomo quando ancora è lontano. “Si commosse”: è i movimento delle viscere di Dio, che ha viscere materne nei confronti dei suoi figli. “Gli corse incontro”: è il padre che corre. “Gli si gettò al collo e non smetteva di baciarlo”: è il gesto dell’affetto e dell’accoglienza, dell’intimità. E poi ordinò per lui: la veste nuova, l’anello, i sandali e la festa con il vitello grasso.
- E’ il padre che esce verso il figlio maggiore, che non vuole entrare in casa e cerca di convincerlo con pazienza. Dio è colui che esce sempre per cercare l’uomo: non è forse questo il cuore della missione? Se non sappiamo entrare in questo “uscire” di Dio, non possiamo capire nulla di lui.
- Il peccato dei due figli, sia del minore che se ne va, sia del maggiore che resta, ma è triste, sta nel fatto di non aver capito che la vera gioia e libertà sta nel vivere con il Signore, nel godere della sua Presenza, del suo Amore, dei suoi doni. Fuori di casa, lontano dal Padre, è la libertà, la felicità. E' il peccato di tutti noi. E’il peccato originale (Gen.3): un falso concetto di Dio come antagonista ed avversario dell’uomo ed inoltre la pretesa di farcela da soli, di autorealizzarsi senza aver bisogno di Dio.
Alcuni dati sulla crisi economica
0da Avvenire 2 marzo 2010
Nel corso del 2009 le aziende che in Italia hanno chiuso la produzione sono state 9200, con un aumento del 23% rispetto al 2008. Di queste il 75% è costituito di aziende di piccole dimensioni.
Nel 2009 si sono persi 307.000 posti di lavoro. Se si assommano a quelli persi nel 2008 salgono a circa 500.000.
Siamo arrivati ad una percentuale di disoccupati sulla popolazione attiva del 8,6%, raggiungendo la quota di 2.144.000 disoccupati, con una crescita del 18,5% rispetto al gennaio 2009. Tra gli under 24 la disoccupazione ha invece raggiunto il picco del 26,8% (un giovane su quattro).
Si calcola che nella UE ad un aumento di un punto percentuale della disoccupazione corrisponda un aumento del 0,8% dei suicidi tra le persone al di sotto dei 65 anni, del 0,8% degli omicidi, mentre diminuiscono del 1,4% i morti per incidenti stradali…Occorre notare che nel 2009 i casi di suicidi nel Veneto, riconducibili alla crisi, sarebbero stati una ventina…
Possiamo notare che la crisi incide profondamente anzitutto nel mondo degli adulti, in particolare quanti girano sui 45/50 anni e che non sanno più come inserirsi nel mondo del lavoro.
Non sanno come trascorrere le giornate, mentre moglie e figli sono a lavorare e a scuola. Si sentono inutili ed incapaci di rispondere alle responsabilità che derivano dall’avere a carico una famiglia. Si fa sentire il morso della scarsità di risorse con cui provvedere alla famiglia… specie per le madri sole e con figli a carico, o per quanti negli anni hanno contratto mutui…
Incide poi sui giovani, che non sanno quale futuro li attende e come costruire la propria vita… Facendoli sentire inutili ed esclusi da una partecipazione piena alla vita sociale.
settimana dal 08 al 14 marzo
Lunedì 8 Marzo – S.Gerardo
Ore 17,00: incontro settimanale di catechesi per i fanciulli di 2°, 3° elementare; Ore 18,00: per i fanciulli di 4° di 5°.
Ore 20,00: incontro quindicinale di genitori e figli di 2° e 3°.
Ore 21,00: Riunione del gruppo Giustizia e pace
Martedi 9 Marzo – S. Francesca Romana
Ore 6,45: Lodi mattutine e colazione insieme.
Ore 15,00: Incontro settimanale per i ragazzi di 1° media.
Ore 15,15: Incontro settimanale per i ragazzi di 2° – 3° media.
Ore 20,00: Incontro quindicinale di genitori e figli di 3° media.
Mercoledì 10 Marzo – S. Simplicio
Giovedì 11 Marzo – S. Costantino
Ore 15,00: Incontro gruppo AC e Missioni, presso la sede Caritas.
Ore 20,45: Incontro del “Gruppo Giovani”
Venerdì 12 Marzo – S. Massimiliano
Ore 15,00: Via Crucis, animata dai ragazzi di Prima media.
Ore 18,30: S.Messa nella cappellina invernale.
Ore 20,00: Preghiera intorno alla Croce
Ore 20,30: Lectio divina per giovani, in oratorio.
Sabato 13 Marzo – S. Eufrasia
Ore 15,00: Attività del Branco e del Reparto in Oratorio.
Ore 15,00: Attività ACR in oratorio
Ore 16,00: Incontro di preparazione per i genitori del Battesimo
Ore 17,00: Adorazione eucaristica
Domenica 14 Marzo – IV domenica di Quaresima.
Sante messe orario festivo (8,00 : 10,00 : 11,15 : 18,30)
ore 10,00: Nella S.Messa, presentazione alla comunità dei fanciulli di 2^ elem. che si preparano a celebrare la memoria del Battesimo. Segue incontro per genitori e figli.
Per informazioni possiamo rivolgerci al Centro Ascolto Caritas
al martedì dalle 16,30 alle 18.
Ogni domenica il cesto degli alimenti per la S.Vincenzo , alla porta della chiesa, aspetta la tua condivisione.
Le iscrizioni all’anno scolastico 2010-2012 si prolungheranno per disponibilità di posti fino al venerdì 19 marzo, dal lunedì al venerdì, dalle ore 11.00 alle ore 13.00.
- Per i ragazzi delle medie, animazione della Via Crucis del Venerdì e animazione della S.Messa del Sabato sera.
- Per i ragazzi delle superiori e giovani, il martedì mattina, lodi e colazioni insieme, con le modalità spiegate nel foglietto di presentazione dell'attività
- Per i giovani dai 18 anni, LECTIO DIVINA per giovani, il Venerdì sera, con le modalità spiegate dal foglietto di presentazione dell'attività.
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CONVERSIONE E VIGILANZA
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Il passo risulta di due parti: anzitutto un appello alla conversione a commento di due avvenimenti contemporanei e poi la parabola del fico sterile. Punto d’incontro è la parola conversione che ritorna due volte e tutte e due per affermare che cambiare è urgente e necessario se vuoi sfuggire al giudizio incombente di Dio: “Se non cambiate, andrete in rovina”.
1. L’avvertimento di Gesù prende lo spunto da due fatti drammatici di cronaca: un’uccisione e un incidente con molte vittime. La gente diceva che Dio ha punito quegli uomini uccisi, perché erano peccatori. Gesù corregge questo modo di pensare. Quegli uomini non sono diversi da noi; piuttosto dobbiamo interpretare gli avvenimenti come un appello alla nostra conversione.
- Davanti al negativo della storia e della natura, noi consideriamo il male come inevitabile e fatale e dividiamo spesso gli uomini in buoni e cattivi. Gesù invece ci chiede di togliere il male e ci invita a vedere il male dentro di noi, ad andare alla radice del male, per convertirci. Il vero male non sono i poveri che muoiono di fame, i bambini che sono vittime della violenza, gli innocenti che vengono uccisi, ma ciò che spinge ad affamare, violentare, uccidere…
- Questa radice è dentro di noi e va sradicata. E’ il peccato: l’egoismo, il possesso, la falsità, il considerare l’altro strumento e non fine, non immagine di Dio, figlio del Padre, mio fratello.
2. Con la parabola del fico sterile Gesù vuole mettere in guardia da due possibili equivoci: c’è chi pensa che la pazienza di Dio ormai è esaurita e chi dice che c’è sempre tempo.
- La giusta posizione è un’altra: Dio è paziente, ma la giustizia di Dio non si può programmare. Dio paziente e misericordioso attende la nostra conversione, che dobbiamo cercare con urgenza, oggi. Non è giustificabile il rimando o l’indifferenza. Il tempo ci è donato per convertirci.
- Sento impazienza verso gli altri? Davanti alla “sterilità” della famiglia, della comunità devo domandarmi se ho zappato. Tagliare non spetta a me. Piuttosto sono chiamato a intercedere. Accolgo le proposte quaresimali come un appello di conversione, al seguito di Gesù?
