Archivio di maggio, 2010
LETTERA DEL CONSIGLIO PASTORALE ALLA COMUNITA’ DI S.FAMIGLIA E S.LAZZARO SULLA CRISI
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Carissimi fratelli e sorelle,
nelle ultime riunioni del nostro Consiglio pastorale parrocchiale abbiamo concentrato la nostra ricerca sul tema della crisi, che ha toccato anche le famiglie del nostro quartiere e che interpella la nostra comunità cristiana.
Senza voler entrare in una lettura sociologica, abbiamo dedicato un tempo notevole per raccontarci come esperimentiamo noi la crisi e come la vediamo nelle famiglie radicate nel territorio e in quelle immigrate, provate dal problema del lavoro e della casa, dalla precarietà, dall’insicurezza, da nuove forme di povertà.
La comunicazione è stata serena, schietta, ricca e molto coinvolgente, perché partiva da noi e dal vissuto delle nostre famiglie e dei nostri ambienti di lavoro.
Abbiamo riscontrato che nella crisi c’è molta diversità tra italiani e immigrati, tra anziani e giovani, tra famiglie unite e divise, tra chi ha perso tutto e chi non è stato toccato dalla crisi, tra chi cerca nuove forme di responsabilizzazione e di condivisione solidale e chi non si interessa dell’altro e vive in modo consumistico come prima…
Abbiamo constatato che il problema del lavoro passa sotto silenziatore e che la famiglia non è sostenuta.
Ne avvertiamo le conseguenze su
la diminuzione delle nascite,
la precarietà del lavoro,
l’indebitamento delle famiglie,
la mancanza di prospettive per il futuro dei giovani,
il venire meno della legalità e dei diritti conquistati con lunghe lotte,
l’imbarbarimento delle relazioni sociali ed economiche,
la “guerra tra poveri”,
il rifiuto dell’immigrato visto come “ruba-lavoro” e minaccia della sicurezza,
la speculazione dei disonesti,
l’incapacità di ridimensionare gli sprechi e di assumere nuovi stili di vita,
il disinteresse per l’informazione e l’approfondimento dei problemi dell’Italia e del mondo,
il senso di anestesia mediatica, di sazietà consumista, di fatalismo pessimistico,
la mancanza di indignazione e di lotta per la legalità e la giustizia,
il ritorno all’assistenzialismo…
Ci siamo comunicati anche i segni di speranza, i germogli di novità e le esperienze di sobrietà, di fraternità e di solidarietà nelle nostre famiglie e nella comunità.
Abbiamo infine analizzato con l’aiuto della Caritas parrocchiale le proposte del Vescovo per rispondere alla crisi: la raccolta straordinaria mensile di viveri e il sostegno economico di vicinanza alle famiglie che hanno perso il lavoro.
Ne abbiamo già parlato in chiesa, abbiamo dato spazio a questo invito nel foglio domenicale e abbiamo chiesto che ciascuno se ne faccia portavoce nel suo gruppo di riferimento.
Questa lettera vorrebbe offrire alla comunità qualche domanda per un discernimento concreto:
Di fronte alla crisi, quale spirito sta guidando i nostri giudizi e le nostre parole?
Da dove ricaviamo questa ispirazione, da una informazione seria e dalla Parola di Dio o da un’opinione pubblica, spesso superficiale e condizionata dai media?
Come reagiamo all’addormentamento delle coscienze e della partecipazione, di fronte alle priorità del lavoro, della democrazia, della legalità, della giustizia e della solidarietà?
Quale sfida educativa per la famiglia, la scuola, la comunità cristiana, la società civile?
Come trasformare il pessimismo sterile e passivo, in indignazione cosciente e in cittadinanza attiva?
Quali nuovi stili di vita abbiamo deciso personalmente e in famiglia nella linea della sobrietà e della solidarietà?
Come questo tempo difficile può diventare tempo di grazia e risorsa per il futuro?
Come possiamo aiutarci a superare la mentalità dell’elemosina per una reale condivisione tra chi ha il dono del lavoro e chi l’ha perso?
Perché finora c’è stata poca risposta, a livello di persone o di gruppi, di fronte alla proposta dell’adozione di una famiglia che ha perso il lavoro?
Ringraziamo veramente le persone e i gruppi che già hanno cominciato a condividere mensilmente una somma di danaro, per un certo tempo, a favore di questo sostegno di vicinanza.
Resta sempre valida la possibilità di dare un contributo deducibile tramite la Caritas diocesana, ma proponiamo di appoggiarci alla Caritas parrocchiale, sia per far conoscere le famiglie bisognose da accompagnare, sia per gestire accuratamente i contributi liberi delle singole persone e dei gruppi.
Grazie per la vostra preziosa collaborazione.
Il Signore ci benedica e ci accompagni!
Il vostro Consiglio Pastorale
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Non altro potete fare che resistere
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“Non altro potete fare che resistere; con o senza speranza. Ma non siete soli; apprenderai fra poco che i vostri problemi sono soltanto una parte dei grandi problemi di tutto il mondo dell’Occidente.” (J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli, Bompiani, 2000, p. 307).
"…(R)esistenza cristiana…va ben al di là delle (prevedibili) sconfitte, e si arrende solo a Dio e alla sua Parola che ci chiama all'impegno per i fratelli." (Frank Gibson)
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settimana dal 31 maggio al 06 giugno
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Ore 20.30: Processione a Monte Berico con il Vescovo a conclusione del mese di maggio e della Missione cittadina
Martedi 1 Giugno – S. Giustino.
Mercoledì 2 Giugno – SS. Marcellino e Pietro
Giovedì 3 Giugno – S. Carlo Lwanga e compagni.
Ore 19.30: In Cattedrale Messa e Processione del Corpus Domini, cui sono invitate le parrocchie della città
Venerdì 4 Giugno – S. Quirino
Ore 18,30 – 19,30: “Lectio divina” nella cappellina invernale.
Ore 20.30: In cattedrale, Assemblea diocesana. Interverrà d.Luca Bressan da Milano
Ore 20,45: Incontro animatori Grest, in oratorio.
Sabato 5 Giugno – S. Bonifacio.
Ore 16,00: In cattedrale Ordinazione sacerdotale dei nuovi preti
Ore 17,00: adorazione eucaristica fino alle 18,15
Domenica 6 Giugno – Ss. Corpo e Sangue di Cristo
Sante messe orario festivo (8,00 : 10,00 : 11,15 : 18,30)
Festa di ringraziamento per la conclusione dell’Anno Pastorale con S.Messa alle 11.15 e Pranzo comunitario sotto i tendoni per tutte le persone e i gruppi che collaborano (etim.=faticano insieme) in parrocchia.(N.B. Sarà offerta la pasta e da casa porteremo panini o torte salate, dolci e bibite)
Suicidio demografico e lavoro, le urgenze per l’Italia
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L’inverno demografico e l’emergenza lavoro, soprattutto per le giovani generazioni, sono i due più gravi problemi che affliggono l’Italia, ha detto il Card. A. Bagnasco, nella prolusione della 61a Assemblea generale della CEI.
“La famiglia fondata su quel bene inalterabile che è il matrimonio tra un uomo e una donna, va difeso e continuamente preservato quale crogiuolo di energia morale, determinante nel dare prospettive di vita al nostro presente”.
Egli ha messo in guardia l’Italia dal lento suicidio demografico a cui sta andando incontro. Oltre il cinquanta per cento delle famiglie oggi infatti è senza figli, e tra quelle che ne hanno quasi la metà ne contemplano uno solo, il resto due, e solamente il 5,1 delle famiglie ha tre o più di tre figli. “Per questo motivo urge una politica che sia orientata ai figli, che voglia da subito farsi carico di un equilibrato ricambio generazionale”. Per uscire dalla crisi il Cardinale ha indicato il “quoziente familiare” quale “innovazione che può liberare l’avvenire della nostra società”.
Il Presidente della CEI ha quindi individuato l’altro perno essenziale per la rinascita del Paese nel lavoro, che è “la risorsa, anzi la quota parte minima di capitale fornita dalla società a ciascun cittadino, in particolare ai giovani alla ricerca del primo impiego, perché possano inserirsi e, trovando senso in ciò che fanno, sentirsi utili quali attori di crescita e di sviluppo”. La crescente crisi occupazionale è “una preoccupazione che angoscia e per la quale chiediamo un supplemento di sforzo e di cura all’intera classe dirigente del Paese: politici, imprenditori, banchieri e sindacalisti”.
Ha quindi invitato il Governo e le forze sociali a potenziare le piccole e medie industrie, metterle in rete anche sul piano decisionale, qualificare il settore della ricerca e quello turistico, potenziare l’agricoltura e l’artigianato, sveltire la distribuzione, facilitare il mondo cooperativistico.
“Bisogna rinforzare i soggetti che meglio esprimono le qualità del territorio e più possono assorbire e rimotivare leve del lavoro”.
In conclusione ha espresso “grande vicinanza e considerazione” alle Forze dell’ordine e alle Autorità inquirenti “per la formidabile azione di contrasto che stanno svolgendo contro le cosche malavitose e la loro pervasiva ramificazione su tutto il territorio nazionale e oltre”.
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