Chi davvero sta dalla loro parte? Bambini, ragazzi, adolescenti. Età meno tutelata in assoluto. Bambini, ragazzi e adolescenti non votano né hanno un sindacato. Molti di loro scoprono una sorta di scorciatoia per veder sbocciare i sorrisi attorno a sé: compiacere gli adulti. Nelle loro richieste lecite. A volte, sciaguratamente, in quelle illecite. Altri hanno la fortuna d’incontrare giovani e adulti che non usano la sottile arma del ricatto («se vuoi farti amare, fai questo e quest’altro»), ma li amano a prescindere. E, a prescindere, danno loro fiducia, restandogli accanto perché una compagnia adulta è importante mentre si cresce, e si vincono e si perdono battaglie, e si cade e ci si risolleva. E tutto serve per diventare uomini.

A questo fanno pensare le parole di Benedetto XVI lunedì, ringraziando tutte le altre «agenzie educative: penso in particolare alle parrocchie, agli oratori e alle altre realtà ecclesiali che si dedicano con generosità alla formazione delle nuove generazioni».

Gli educatori autentici non s’improvvisano. E per dedicare risorse agli oratori e ai giovani occorre un occhio lucido, lungimirante e generoso. È l’occhio di chi non ragiona sempre e soltanto in chiave mercantile, per cui a un investimento deve corrispondere un ricavo, altrimenti l’investimento non è conveniente e va evitato. Chi educa sa che nessuna risorsa è mai di troppo; ma sa soprattutto che chi semina è raramente colui che raccoglie…

Ricordiamo la “lezione” sempre attuale di papa Wojtyla, il modo in cui si rivolgeva ai più giovani, la fiducia che egli accordava loro. Non una fiducia ingenua e facilona, ma la stessa fiducia che Gesù accordò ai giovani, pur sapendoli imperfetti; e giovani, per primi, erano i suoi apostoli…

Questo, oggi più che mai, dovrebbero essere gli oratori e ogni altro ambiente formativo. Luoghi, fatti di persone, dove i sogni personali sono accolti e, se positivi, incoraggiati; fino a farne dei sogni collettivi capaci di trasformare l’intera società. Luoghi dove i sogni non vengono soppressi. Dove i sogni non sono però facili scorciatoie per furbetti e opportunisti, ma appartengono a giovani “eroi” che mettono in campo tutto se stessi: intelligenza, cuore e anima. Luoghi dove gli itinerari educativi si montano e smontano e rimontano di continuo, con la sapiente fantasia degli educatori che danno fiducia agli altri perché avvertono che la Chiesa ripone fiducia in loro. A cominciare dal Papa.

(Avvenire, U. Folena)