LogoCarissimi,

nello sforzo di comunicazione che deve animare il Consiglio pastorale, desideriamo condividere il lavoro che abbiamo fatto sul piano diocesano annuale: “una Chiesa che educa”, con attenzione particolare alla nostra realtà giovanile.

Un tempo di ascolto e discernimento …

Per avviare una ricerca e un dialogo tra noi, abbiamo ascoltato un’apprezzata introduzione di Piero Balestra sulle recenti pubblicazioni riguardanti la condizione degli adolescenti e dei giovani oggi e la crisi della trasmissione della fede nella famiglia e nella parrocchia.

Questa introduzione è stata importante per aiutarci a comprendere il contesto generale e in parte nuovo, in cui siamo chiamati a operare oggi, ma eravamo consapevoli del rischio che il fermarci alle analisi scientifiche, ai documenti e anche al “Sinodo diocesano dei giovani”, non ci avrebbe condotto a dare orientamenti concreti alla nostra pastorale giovanile.

Perciò abbiamo riservato la parte centrale dell’incontro alla conoscenza dell’attuale situazione dei ragazzi e dei giovani di S.Lazzaro e in particolare dell’Oratorio, aiutati da don Matteo e dai nostri consiglieri animatori e capi scouts.

C’è stato lo spazio per fare domande, chiarire problemi, ascoltare altre riflessioni ed esperienze.

Ci siamo rallegrati della ricchezza di persone impegnate, di gruppi esistenti, di iniziative promosse nel nostro Oratorio, e abbiamo confermato la priorità della pastorale giovanile in parrocchia.

Siamo ben consapevoli che l’evangelizzazione dei ragazzi e dei giovani mette in discussione la vita, la formazione e la testimonianza di fede degli adulti e della comunità cristiana e che richiede una conversione di mentalità e di comportamenti.

Per questo ci siamo impegnati a continuare la ricerca anche nei prossimi anni, in sintonia con la Chiesa italiana, che sta approfondendo il tema della sfida educativa (Cfr. il documento: “Educare alla vita buona del Vangelo”).

Cinque orientamenti

In un successivo incontro ci siamo posti la domanda: Come arrivare a un discernimento aperto, realista, non moralistico, propositivo sulla nostra realtà e ricercare orientamenti concreti per educare, orientare, evangelizzare nella nostra comunità?

Dopo un momento di ascolto della Parola e di preghiera a partire dai 5 ciotoli della fionda di Davide (1Sam.17,32-45) nella lotta contro il gigante Golia, ci siamo aiutati a identificare alcuni orientamenti su cui convergere per crescere insieme.

Non abbiamo inteso sostituirci alle associazioni e ai gruppi, che già operano con competenza, ma esprimere delle linee guida generali, consapevoli che la formazione e l’evangelizzazione di ragazzi e giovani deve coinvolgere tutta la comunità cristiana.

Ecco le cinque piste di riflessione e di orientamento che sono emerse:

1. Davanti alla realtà dei giovani, così cambiata, complessa e diversificata, che spesso ci appare contraddittoria e alle volte trasgressiva, siamo chiamati a sforzarci di prendere sul serio il loro contesto culturale e il loro modo di comunicare, cercando di capire prima di giudicare, di sollevare domande serie più che dare risposte scontate, di essere “veri“ nella vita e nella fede.

2. Sentiamo la necessità di dare tempo per ascoltare e accompagnare i ragazzi e i giovani, aprendo occhi e cuore, per superare la distanza che separa adulti e giovani, valorizzando le iniziative dell’Oratorio, cercando occasioni e interessi, per incontrarci, condividere, collaborare… (es. la festa della primavera e dell’inizio e conclusione dell’anno pastorale…).

3. Pur essendo intimamente legata ai valori della bellezza, della pace, della giustizia, della solidarietà… l’educazione alla fede esige anche un approccio e un accompagnamento specifici per aiutarci a vivere l’incontro con Dio, nella preghiera, nella Parola, nell’Eucaristia, nella carità, nei diversi ambiti di vita.

In questa prospettiva ci è richiesto il coraggio della proposta cristiana, avendo cura di mettere sempre in relazione la vita concreta e la Parola, di appassionare alla persona del Cristo vivente e presente oggi.

4. Siamo consapevoli che l’evangelizzazione dei ragazzi e dei giovani mette in discussione gli stili di vita e la testimonianza di fede anche degli adulti e della comunità cristiana e che richiede una conversione di mentalità e di comportamenti, nel segno della “de-mondanizzazione”, della sobrietà, della fraternità.

5. E’ importante lavorare in rete, collaborare insieme, costruire laboratori tematici, coinvolgere i vari agenti educativi: famiglia, parrocchia, scuola, gruppi, ambiente sociale…

 

Piste per continuare la riflessione nelle associazioni e nei gruppi

- Da quali stimoli della lettera ci sentiamo maggiormente interpellati?

- Cosa proponiamo per dare attuazione concreta a questi orientamenti?

- Quali ponti possiamo costruire per facilitare il dialogo tra gruppi, età, ambienti?

 

Il Consiglio pastorale parrocchiale