Perché tutti siano una sola cosa
Mercoledì, 18 gennaio, all’inizio della Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani che quest’anno ha per tema: Tutti saremo trasformati dalla vittoria di Gesù Cristo, nostro Signore (1Cor 15,51-58), papa Benedetto XVI, ci ha invitati a invocare il “dono straordinario” per cui Cristo stesso prega durante l’Ultima Cena: “Perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me ed io in te, siano anch’essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato” (Gv 17,21).
La settimana di preghiere “accresce la nostra consapevolezza del fatto che l’unità verso cui tendiamo non potrà essere solo il risultato dei nostri sforzi, ma sarà piuttosto un dono ricevuto dall’alto, da invocare sempre”.
Il tema incentrato sul potere trasformante della fede di Cristo è stato scelto “in particolare alla luce dell’importanza che essa riveste per la nostra preghiera in favore dell’unità visibile della Chiesa, Corpo di Cristo”. Questa riflessione è stata ispirata dalle parole di San Paolo che ai Corinti ricorda la vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte.
La vittoria di Cristo “non passa attraverso il potere e la potenza”. La Sua è una vittoria “attraverso l’amore sofferente, attraverso il servizio reciproco, l’aiuto, la nuova speranza e il concreto conforto donati agli ultimi, ai dimenticati, ai rifiutati”. Noi stessi possiamo diventare partecipi di questa vittoria cristiana “se ci lasciamo noi trasformare da Dio, solo se operiamo una conversione della nostra vita”.
Per realizzare la piena unità dei cristiani, “occorre aprirsi gli uni agli altri, cogliendo tutti gli elementi di unità che Dio ha conservato per noi e sempre nuovamente ci dona; occorre sentire l’urgenza di testimoniare all’uomo del nostro tempo il Dio vivente, che si è fatto conoscere in Cristo”.
L’impegno ecumenico, richiamato anche dal Concilio Vaticano II, è “una responsabilità dell’intera Chiesa e di tutti i battezzati, che devono far crescere la comunione parziale già esistente tra i cristiani fino alla piena comunione nella verità e nella carità”, e “deve diventare parte integrante della nostra orazione”.
La mancanza di unità tra i cristiani può diventare un serio ostacolo all’annuncio del Vangelo “perché mette in pericolo la nostra credibilità”. Sebbene per quanto riguarda le verità fondamentali della fede, ci unisca “molto più di quanto ci divide”, le divisioni “restano e riguardano anche varie questioni pratiche ed etiche”, con il risultato che si suscita “confusione e diffidenza”.
Anche queste, tuttavia, sono sfide per la nuova evangelizzazione “che può essere più fruttuosa se tutti i cristiani annunciano insieme la verità del Vangelo di Gesù Cristo e danno una risposta comune alla sete spirituale dei nostri tempi”, ha poi concluso il Santo Padre.
