… Nel nostro Paese perdura la fase delicata che si era aperta nello scorso autunno, e che dovrà portarci non solo fuori dalle secche ma, create le condizioni, avviarci finalmente verso la ripresa di un processo di crescita che non potrà essere quella che immaginavamo in precedenza…

Si deve fare i conti con il “limite”, categoria oggi invisa perché avvertita da una certa cultura come negazione della libertà individuale e collettiva, convinti di avere il diritto di fare tutto ciò che la tecnica consente a prescindere dal valore morale. Ma dove ci ha portati questo rifiuto del limite nel campo del profitto, del progresso, del benessere, della tecnologia, della competizione…?

È necessario rompere il cerchio mortale dell’individualismo, che corrompe il tessuto sociale; ed è urgente ricostruire la “cultura dei legami” che si esprime nella famiglia, nel vicinato, nell’amicizia, nei luoghi del lavoro, nel percepire la società come parte di noi, così come ognuno, in una certa misura, è parte della società. E’ vitale riscoprire non solo individualmente ma anche culturalmente la lezione del servizio, che è scuola di attenzione a chi ha più bisogno, di accompagnamento, di sacrificio nel segno della gratuità: in una parola, del dono…

Non è più l’ora di ricambi di facciata o di mediocri tatticismi spacciati per visioni politiche. Di pari passo al lavoro sulla dimensione etica, urgono le iniziative che portino crescita e assorbano disagio sociale. C’è bisogno di lavoro, lavoro, lavoro. Non smetteremo di chiederlo, tanto il lavoro è connesso con la dignità delle persone e la serenità delle famiglie… I giovani in particolare devono finalmente ricevere dei segnali concreti, che vadano oltre la precarietà, la discriminazione, l’arbitrarietà…

(Card.A.Bagnasco)