07
Mar

Alcuni dati sulla crisi economica

da Avvenire 2 marzo 2010

 

I fallimenti

Nel corso del 2009 le aziende che in Italia hanno chiuso la produzione sono state 9200, con un aumento del 23% rispetto al 2008. Di queste il 75% è costituito di aziende di piccole dimensioni.

I posti di lavoro persi

Nel 2009 si sono persi 307.000 posti di lavoro. Se si assommano a quelli persi nel 2008 salgono a circa 500.000.

La disoccupazione

Siamo arrivati ad una percentuale di disoccupati sulla popolazione attiva del 8,6%, raggiungendo la quota di 2.144.000 disoccupati, con una crescita del 18,5% rispetto al gennaio 2009. Tra gli under 24 la disoccupazione ha invece raggiunto il picco del 26,8% (un giovane su quattro).

Alcune conseguenze

Si calcola che nella UE ad un aumento di un punto percentuale della disoccupazione corrisponda un aumento del 0,8% dei suicidi tra le persone al di sotto dei 65 anni, del 0,8% degli omicidi, mentre diminuiscono del 1,4% i morti per incidenti stradali…Occorre notare che nel 2009 i casi di suicidi nel Veneto, riconducibili alla crisi, sarebbero stati una ventina…
Possiamo notare che la crisi incide profondamente anzitutto nel mondo degli adulti, in particolare quanti girano sui 45/50 anni e che non sanno più come inserirsi nel mondo del lavoro.
Non sanno come trascorrere le giornate, mentre moglie e figli sono a lavorare e a scuola. Si sentono inutili ed incapaci di rispondere alle responsabilità che derivano dall’avere a carico una famiglia. Si fa sentire il morso della scarsità di risorse con cui provvedere alla famiglia… specie per le madri sole e con figli a carico, o per quanti negli anni hanno contratto mutui…
Incide poi sui giovani, che non sanno quale futuro li attende e come costruire la propria vita… Facendoli sentire inutili ed esclusi da una partecipazione piena alla vita sociale.

28
Feb

Il Documento CEI su Chiesa e Mezzogiorno

Il «cancro» delle mafie. L’inadeguatezza delle classi dirigenti. Il dissesto ambientale. La disoccupazione, il lavoro nero, la povertà delle famiglie, l’emigrazione dei giovani. Ma anche il mix fra modernizzazione acritica e gli «antichi germi» del familismo e dell’omertà: quante ferite, nella carne viva del Sud. Problemi drammatici – denunciano i vescovi italiani – aggravati dalla crisi economica e dall’«egoismo individuale e corporativo» cresciuto in tutto il Paese, che rischiano «di tagliare fuori il Mezzogiorno dai canali della ridistribuzione delle risorse trasformandolo in un collettore di voti per disegni politico-economici estranei al suo sviluppo». Ma non è del male l’ultima parola. Nella Chiesa e nella società del Sud ci sono risorse di socialità, cultura, spiritualità, che alimentano la speranza del riscatto oltre «ogni forma di rassegnazione e fatalismo». Un riscatto che prenda forza dall’«umanesimo cristiano», riconosca la «sfida educativa» quale «priorità ineludibile» e abbia nel federalismo solidale uno strumento efficace.
(CEI, 24 Febbraio 2010)

Rubare è un peccato contro l’umanità.

«Rubare è un peccato». Lo ha ricordato con la consueta chiarezza Benedetto XVI: «Si dice: ha mentito, è umano, ha rubato, è umano. Ma questo non è il vero essere umano. Umano è essere generoso, umano è essere buono, umano è essere un uomo della giustizia…». Ecco una educazione dell’essenziale per tutti gli uomini: rubare è un peccato contro l’umanità. Non tornare a raccontare questa nuda verità, non spiegarla ai nostri bambini nelle catechesi, non ricordarla con passione nelle omelie, non parlarne con sincerità nelle nostre famiglie, non indicarla come dovere ai giovani, è un’occasione sciupata per migliorare la qualità della nostra malandata democrazia.
DdF

 

20
Feb

La Chiesa deve denunziare…

“ La Chiesa deve denunziare ciò che viola la vita, la libertà e la dignità dell’uomo. Non chiede la vita, ma dà la vita per difendere la vita. La mia funzione è di essere voce di questa chiesa.
Colui che si impegna con i poveri deve correre lo stesso destino dei poveri: scomparire, essere torturato, catturato, ucciso. Come pastore della Chiesa e del popolo, io sono obbligato a dare la vita per coloro che amo.“

                            Mons. Oscar Romero

“Un altro timore è quello a proposito dei rischi della mia vita. Mi costa accettare una morte violenta che in queste circostanze è possibilissima… Le circostanze sconosciute dovrò viverle con la grazia di Dio. Egli ha assistito i martiri e se sarà necessario, lo sentirò vicino a me quando gli darò il mio ultimo respiro. Ma che più importante del momento di morire è donargli tutta la mia vita, vivere per Lui. “
                            Mons. Oscar Romero

07
Feb

Non possiamo tapparci gli orecchi.

1. …Il disordine/fracasso che di solito non entra nelle nostre chiese. Ma è ben attivo nel mondo di fuori. Non possiamo tapparci gli orecchi. Chi ha orecchi ascolti diceva qualche volta Gesù … ascolti il vangelo! Non so se i discepoli assenti sotto la croce, dunque abbastanza lontano per non compromettersi, abbiano sentito il rumore dei chiodi piantati sulla croce. Ci sono delle ferite che colpiscono le persone (e sono le più gravi, le più intollerabili), ci sono delle fitte che colpiscono il creato, l’ordine del cosmo, l’infinitamente piccolo e lo smisuratamente grande … che si ritorcono sugli uomini e le donne (magari quelli di domani o quelli lontani). L’ascolto della Parola grande non ci intasa l’orecchio, ci fa udire anche i rumori della violenza e delle sue premesse. La pace nasce anche di qui, dal voler ascoltare.

2. L’ecologia umana, formula inventata da Giovanni Paolo II, sintesi molto efficace … “l’umanità è il bene più delicato in un discorso sulla casamondo”: custodia della persona nel suo inizio debole e nel suo finire logorato. Due momenti in cui si fanno avanti le mani, tentate di spegnere. Ma ci sono tentazioni anche di accanirsi, di violentare, di picchiare, di battere e abbattere l’uomo e la donna perché sono semplicemente diversi, poveri, scomodi.

(don Matteo Pasinato, direttore dell’Ufficio diocesano della Pastorale sociale, 1.1.2010)

31
Jan

El Salvador: i Vescovi sollecitano il Papa sulla causa di mons. Romero

La Conferenza Episcopale di El Salvador ha chiesto a Papa Benedetto XVI la “rapida conclusione” del processo di beatificazione dell'Arcivescovo Óscar Arnulfo Romero, di cui il 24 marzo ricorreranno i 30 anni dalla morte.  Monsignor Romero, Arcivescovo di San Salvador, venne assassinato il 24 marzo 1980 mentre celebrava l'Eucaristia. La causa “è in fase avanzata

”, “Avremmo desiderato che in una data come questa si fosse data la notizia gradita a tutti che monsignor Romero veniva dichiarato beato, ma non abbiamo alcuna notizia”. Ha invitato i fedeli “a raccomandarsi a Dio per intercessione di monsignor Romero” e a far giungere testimonianze di grazie, favori e miracoli ricevuti.

 

Salviamo la bellezza dell’uomo dalla lebbra

31 gennaio: giornata mondiale dei malati di lebbra. La lebbra oggi è una malattia curabile, ma nelle aree più povere del mondo il morbo continua a colpire molte persone.

“Alle radici degli ulivi”

Venerdì 5 febbraio nella sala degli stucchi di Palazzo Trissino in Corso Palladio, 98 si terrà la presentazione del libro del nostro parrocchiano Mario Pavan, una testimonianza sulla terra di Gesù.

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