Testimonianza dei missionari
La missione cittadina a S.Lazzaro: una testimonianza dei missionari
Inizialmente molti di noi erano perplessi e quasi intimoriti, per la novità della proposta del Vescovo, per il sentimento di non essere adeguati al compito della testimonianza e dell’annuncio, per la ritrosia a bussare porta a porta, per la paura di essere presi per testimoni di Geova.
Ma poi abbiamo accolto con disponibilità l’appello insistente del nostro Vescovo come una chiamata del Signore. Abbiamo fatto un’opera di sensibilizzazione nelle liturgie domenicali e nei gruppi; abbiamo pregato e invitato alla preghiera., abbiamo cercato insieme un modo concreto ed essenziale di realizzare la missione. Man mano percepivamo di essere entrati in un’esperienza di chiesa che ci superava e ci attirava. Altri si sono aggiunti al primo gruppo dei missionari, fino a raggiungere il numero, per noi notevole e insperato, di 45 persone.
Abbiamo attuato la visita capillare a tutte le famiglie della parrocchia, nelle cinque settimane di quaresima, uscendo in coppia al martedì, mercoledì, venerdì dalle 18 alle 20 e al sabato mattino.
E’stato bello partire a due a due, con fiducia e gioia interiore, dopo aver fatto l’adorazione al Santissimo esposto in chiesa, per andare ad annunciare il Cristo Risorto nelle case. Quando ritornavamo e raccontavamo in famiglia e in parrocchia, quello che avevamo visto e udito, con una partecipazione vera alle sofferenze e alle gioie delle famiglie, ci sembrava di rivivere la freschezza e la gioia delle missioni apostoliche nei Vangeli e negli Atti.
E’ stata un’esperienza positiva soprattutto per noi missionari. Nella revisione della missione, molti di noi l’hanno definita un avvenimento di grazia, un vero dono dello Spirito, un arricchimento per noi e per la comunità, e hanno ringraziato il Signore e anche il Vescovo che l’ha promossa.
Insieme abbiamo riconosciuto un segno dello Spirito nel fatto che il punto di partenza è stata la preghiera, nostra e della comunità, soprattutto dei malati, e nel fatto che una forza e un coraggio sorprendenti e inaspettati ci avevano trasformati da timidi, paurosi e restii ad andare, in persone che partivano con semplicità e serenità, ricordando che il protagonista della missione è lo Spirito e che Lui avrebbe suggerito come dar testimonianza di Gesù Salvatore nelle diverse situazioni.
Sentivamo di annunciare il Vangelo da servitori inutili, nella gratuità del seminatore. Provavamo una gioia nuova nel parlare di Gesù Cristo, nel testimoniare agli altri umilmente la bellezza del dono della fede, nel dire a tutti che il Padre ci ama infinitamente e gratuitamente.
Abbiamo vissuto una forte esperienza di unità e di fraternità tra noi. Abbiamo potuto esperimentare la forza dei laici nell’evangelizzazione. Abbiamo contemplato l’azione dello Spirito nei cuori della gente e soprattutto dei piccoli e degli umili, anche dei non cristiani.
Non abbiamo vissuto niente di miracolistico, niente di straordinario dal punto di vista pastorale, ma possiamo testimoniare con sincerità di aver vissuto una esperienza bella e ricca dal punto di vista evangelico ed ecclesiale.
Le famiglie hanno risposto abbastanza positivamente, tenuto conto del nostro contesto. Il 36% ha accolto in casa i missionari. Il 10% li ha ricevuti sulla porta. Molti erano assenti (32%), nonostante che avessimo cercato l’orario più adatto (h.18-h.20). Un numero consistente ha rifiutato esplicitamente la visita (18%) o non ha voluto aprire pur essendo chiaramente in casa (4%). Ci siamo aiutati a vivere il rifiuto con serenità, nel segno del rispetto e dell’intercessione.
La sfida da accogliere ora è il passaggio dalla missione in parrocchia alla parrocchia in missione permanente. Qui si giocherà la possibilità di rendere duraturo l’annuncio a tutti di Gesù Cristo unico Salvatore dell’uomo. Qui si potranno creare le condizioni per l’indispensabile rinnovamento della comunità cristiana sul piano dell’ascolto, della comunione, della ministerialità, della condivisione. Qui i laici, e non solo i preti, potranno esprimere e annunciare la fede nel Risorto come soggetti attivi, con il Vangelo nelle mani.
Ora si tratta di continuare la missione con semplicità e fiducia. Certamente incontreremo nuove difficoltà, ma ora esiste il fatto che molti hanno gustato questa esperienza.
Abbiamo cercato di ricavare dalla missione un frutto: la riattivazione della Caritas parrocchiale, come riferimento dinamico per l’animazione della carità e l’attenzione alle tante famiglie e persone in difficoltà. E abbiamo voluto lasciare in una cappella della chiesa un segno permanente, la S.Sindone, per ricordarci che il fine della missione è continuare a cercare il volto del Signore nella Parola, nell’Eucaristia e nei più sofferenti
I missionari della Parrocchia di S.Famiglia e S.Lazzaro


