GIOVANI DITE “NO” A CHI DICE CHE NON SI PUÒ CAMBIARE

PAPA ALLA GMG: GIOVANI DITE “NO” A CHI DICE CHE NON SI PUÒ CAMBIARE, AI “VENDITORI DI FUMO”

La Chiesa “vuole imparare dai giovani per rinnovare la sua fiducia nella Misericordia del Padre che ha il volto sempre giovane”.
I giovani dicano “no” a chi dice che non si può cambiare, a quei loro coetanei “pensionati prima del tempo”, “annoiati” e “noiosi”, dicano “no” ai “venditori di fumo”, che rubano “le energie, la gioia, i sogni con false illusioni”. E la Chiesa “vuole imparare dai giovani per rinnovare la sua fiducia nella Misericordia del Padre che ha il volto sempre giovane”, imparare “a costruire ponti e ad abbattere muri”, a “soccorrere il povero”, ad ascoltare anche “quelli che vengono da altre culture, altri popoli, anche di quelli che temiamo perché crediamo che possono farci del male”. Continua la lettura di GIOVANI DITE “NO” A CHI DICE CHE NON SI PUÒ CAMBIARE

DOV’È DIO, SE NEL MONDO C’È IL MALE

PAPA: VIA CRUCIS, “DOV’È DIO, SE NEL MONDO C’È IL MALE, se ci sono uomini affamati, assetati, senzatetto, profughi, rifugiati? Dov’è Dio, quando persone innocenti muoiono a causa della violenza, del terrorismo, delle guerre?”. “Di fronte al male, alla sofferenza, al peccato, l’unica risposta possibile per il discepolo di Gesù è il dono di sé, anche della vita”.
“Se uno, che si dice cristiano, non vive per servire, non serve per vivere” “Quanto vorrei che, come cristiani, fossimo capaci di stare accanto ai malati alla maniera di Gesù, con il silenzio, con una carezza, con la preghiera”.
L’abbraccio ai “nostri fratelli siriani, fuggiti dalla guerra”.

PAKISTAN: I LIBRI DI TESTO PIENI DI INTOLLERANZA E ODIO
La Commissione episcopale ha presentato uno studio approfondito sul contenuto violento dei programmi scolastici. Numerosi riferimenti all’odio e all’intolleranza accrescono il clima di violenza, il fanatismo religioso e l’estremismo. Sono stati eliminatele imprese di eroi non musulmani. Si è scelto di osannare “come eroi coloro che brandiscono le armi”. Continua lettura su AsiaNews
PAPA FRANCESCO: «LA GUERRA C’È MA È PER SOLDI E DOMINIO»
«Non c’è guerra di religione, c’è guerra di interessi, per i soldi, per le risorse naturali, per il dominio dei popoli». I conflitti sono generati da cause materiali. Continua la lettura

ASSASSINIO SULL’ALTARE di Mons.Jacques Gaillot “Questo prete di 86 anni ha servito fino alla fine come un servo fedele. Non gli hanno tolto la vita perché già da tempo l’aveva donata. Ha versato il suo sangue perchè gli uomini non versino più il sangue dei loro fratelli.

«NOI MUSULMANI UNITI CON VOI CONTRO L’ODIO» «Andare a colpire un parroco dentro una chiesa è il massimo dei crimini possibili» dice subito Izzedin Elzir, imam di Firenze e presidente dell’Ucoii, l’Unione delle comunità islamiche italiane. «Hanno ucciso un uomo impegnato nel dialogo interreligioso e così hanno messo nel mirino innanzitutto quei cristiani e quei musulmani che hanno a cuore la civile convivenza e il futuro della nostra società».

LA G.M.G. IN POLONIA SIA SEGNO DI ARMONIA E MISERICORDIA PER IL MONDO

Cari giovani so che da tempo vi state preparando alla Gmg, “soprattutto con la preghiera”, vi ringrazio “per tutto quello che fate” e “per l’amore con cui lo fate”. Papa Francesco esprime tutta la sua gioia e trepidazione per l’incontro con la gioventù di tutto il mondo a Cracovia. Continua la lettura di LA G.M.G. IN POLONIA SIA SEGNO DI ARMONIA E MISERICORDIA PER IL MONDO

SERVITE I POVERI

Papa Francesco ha scritto la prefazione al libro “Amiamo chi non è amato”, nel quale la Emi ha raccolto due interventi inediti pronunciati da Madre Teresa nel ’73, a Milano, incontrando giovani e religiose. Ha raccolto la sua riflessione sul testo in cinque parole: preghiera, carità, misericordia operosa, famiglia e giovani.
Il Papa inizia le sue riflessioni parlando della preghiera e ricorda che “Madre Teresa iniziava la sua giornata partecipando alla Santa Messa e la chiudeva con l’adorazione a Gesù Sacramento, Amore infinito.


Così diventa possibile trasformare il lavoro in preghiera”. Se entreremo nei sentimenti di Gesù, potremo gustare la vita e donare uno sguardo rinnovato a chi incontriamo.
La seconda parola, carità, “significa farsi prossimo alle periferie degli uomini e delle donne che incontriamo ogni giorno e provare compassione per gli ultimi nel corpo e nello spirito”, “farsi testimoni della carezza di Dio per ogni ferita dell’umanità”, per offrire alle persone che lo desiderano, la presenza e la vicinanza di Dio.
Sulla misericordia operosa il Papa ricorda che con le opere di misericordia corporali e spirituali, siamo chiamati a prenderci cura di ogni uomo. “Sarà un modo per risvegliare la nostra coscienza spesso assopita davanti al dramma della povertà e per entrare sempre di più nel cuore del Vangelo, dove i poveri sono i privilegiati della misericordia divina”. “Madre Teresa ha fatto di questa pagine del Vangelo la guida della sua vita, la strada verso la santità e potrebbe diventarlo anche per noi”.
Quarta parola la famiglia. E’ qui che “impariamo da mamma e da papà a sorriderci, a perdonarci, accoglierci, sacrificarci gli uni per gli altri, donare senza pretendere nulla in cambio, pregare e soffrire insieme, gioire e aiutarci reciprocamente”, come ci invita Madre Teresa.
E infine una parola per i giovani. Il Papa li invita ad essere “costruttori di ponti per spezzare la logica della divisione, del rifiuto, della paura gli uni degli altri” e a mettersi al “servizio dei poveri”. Li esorta ad “affrontate con coraggio la vita, che è dono di Dio” e a “non farsi rubare il futuro che è nelle loro mani”.
Nel libro Madre Teresa – che Francesco proclamerà santa il prossimo 4 settembre – afferma che la “malattia più grave non è la lebbra o la tubercolosi, ma la solitudine. Questa è la causa di tanti disordini, divisioni e guerre che oggi ci affliggono”.

Il golpe fallito e il potere di Erdogan: l’inizio di una tragedia

Nuove manifestazioni pro-Erdogan a Istanbul e Ankara. L’esile tentativo di rovesciare il regime non era appoggiato dallo Stato maggiore. Aumentano gli arresti e la possibilità di introduzione della pena di morte. La democrazia turca minacciata dal secolarismo kemalista e dall’islamismo fondamentalista.

Istanbul (AsiaNews) – Migliaia di turchi sono di nuovo discesi in piazza la notte scorsa per protestare contro il tentativo di golpe che per poche ore ha fatto vacillare il potere del presidente Recep Tayyip Erdogan. Raduni di folla, con donne e perfino bambini, sventolando bandiere turche e ritratti di Erdogan, si sono avuti a Istanbul in piazza Taksim e ad Ankara nella piazza Kizilay.

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