LA G.M.G. IN POLONIA SIA SEGNO DI ARMONIA E MISERICORDIA PER IL MONDO

Cari giovani so che da tempo vi state preparando alla Gmg, “soprattutto con la preghiera”, vi ringrazio “per tutto quello che fate” e “per l’amore con cui lo fate”. Papa Francesco esprime tutta la sua gioia e trepidazione per l’incontro con la gioventù di tutto il mondo a Cracovia. Continua la lettura di LA G.M.G. IN POLONIA SIA SEGNO DI ARMONIA E MISERICORDIA PER IL MONDO

SERVITE I POVERI

Papa Francesco ha scritto la prefazione al libro “Amiamo chi non è amato”, nel quale la Emi ha raccolto due interventi inediti pronunciati da Madre Teresa nel ’73, a Milano, incontrando giovani e religiose. Ha raccolto la sua riflessione sul testo in cinque parole: preghiera, carità, misericordia operosa, famiglia e giovani.
Il Papa inizia le sue riflessioni parlando della preghiera e ricorda che “Madre Teresa iniziava la sua giornata partecipando alla Santa Messa e la chiudeva con l’adorazione a Gesù Sacramento, Amore infinito.


Così diventa possibile trasformare il lavoro in preghiera”. Se entreremo nei sentimenti di Gesù, potremo gustare la vita e donare uno sguardo rinnovato a chi incontriamo.
La seconda parola, carità, “significa farsi prossimo alle periferie degli uomini e delle donne che incontriamo ogni giorno e provare compassione per gli ultimi nel corpo e nello spirito”, “farsi testimoni della carezza di Dio per ogni ferita dell’umanità”, per offrire alle persone che lo desiderano, la presenza e la vicinanza di Dio.
Sulla misericordia operosa il Papa ricorda che con le opere di misericordia corporali e spirituali, siamo chiamati a prenderci cura di ogni uomo. “Sarà un modo per risvegliare la nostra coscienza spesso assopita davanti al dramma della povertà e per entrare sempre di più nel cuore del Vangelo, dove i poveri sono i privilegiati della misericordia divina”. “Madre Teresa ha fatto di questa pagine del Vangelo la guida della sua vita, la strada verso la santità e potrebbe diventarlo anche per noi”.
Quarta parola la famiglia. E’ qui che “impariamo da mamma e da papà a sorriderci, a perdonarci, accoglierci, sacrificarci gli uni per gli altri, donare senza pretendere nulla in cambio, pregare e soffrire insieme, gioire e aiutarci reciprocamente”, come ci invita Madre Teresa.
E infine una parola per i giovani. Il Papa li invita ad essere “costruttori di ponti per spezzare la logica della divisione, del rifiuto, della paura gli uni degli altri” e a mettersi al “servizio dei poveri”. Li esorta ad “affrontate con coraggio la vita, che è dono di Dio” e a “non farsi rubare il futuro che è nelle loro mani”.
Nel libro Madre Teresa – che Francesco proclamerà santa il prossimo 4 settembre – afferma che la “malattia più grave non è la lebbra o la tubercolosi, ma la solitudine. Questa è la causa di tanti disordini, divisioni e guerre che oggi ci affliggono”.

Il golpe fallito e il potere di Erdogan: l’inizio di una tragedia

Nuove manifestazioni pro-Erdogan a Istanbul e Ankara. L’esile tentativo di rovesciare il regime non era appoggiato dallo Stato maggiore. Aumentano gli arresti e la possibilità di introduzione della pena di morte. La democrazia turca minacciata dal secolarismo kemalista e dall’islamismo fondamentalista.

Istanbul (AsiaNews) – Migliaia di turchi sono di nuovo discesi in piazza la notte scorsa per protestare contro il tentativo di golpe che per poche ore ha fatto vacillare il potere del presidente Recep Tayyip Erdogan. Raduni di folla, con donne e perfino bambini, sventolando bandiere turche e ritratti di Erdogan, si sono avuti a Istanbul in piazza Taksim e ad Ankara nella piazza Kizilay.

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CARNEFICINA SCIOCCANTE, MA NON GENERI ALTRO ODIO

“Qualsiasi ne sia la matrice, questa barbarie è inaccettabile, intollerabile. Il nostro Paese è stato colpito a morte proprio mentre viveva un momento di unità nazionale. Più che mai la solidarietà nazionale deve esse-re più forte del terrorismo… E invitiamo alla preghiera” (i vescovi francesi)
Sull’attentato ascoltiamola il vescovo di Nizza, André Marceau
– Il mio sentimento è un sentimento di shock, un sentimento di enorme paura, un sentimento di incomprensione… E’ uno di quei gesti folli che possono nascere nel cuore degli uomini – e qui di un uomo: ma come sia ragionevolmente possibile che l’uomo possa essere autore di una tale carneficina? L’uomo non è fatto per la morte: non è fatto per dare la morte! E questo, per me, è veramente uno scandalo! Continua la lettura di CARNEFICINA SCIOCCANTE, MA NON GENERI ALTRO ODIO