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«L’Ascensione non è un percorso cosmico ma è la navigazione del cuore che ti conduce dalla chiusura in te all’amore che abbraccia l’universo» (Benedetto XVI).

A questa navigazione del cuore Gesù chiama un gruppetto di
uomini impauriti e confusi, un nucleo di donne coraggiose e
fedeli, e affida loro il mondo: E partirono e predicarono
dappertutto… Li spinge a pensare in grande e a guardare
lontano: il mondo è vostro. E lo fa perché crede in loro,
nonostante abbiano capito poco, nonostante abbiano tradito e
rinnegato, e molti dubitino ancora. E quanta gioia mi dà sentire
che ha fiducia in me, in queste mie mani, in questo mio cuore, più
di quanta ne abbia io stesso; sa che anch’io posso contagiare di cielo e di nascite chi mi è affidato. Ma è davvero possibile? Lo è, a credere al versetto conclusivo: ed essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro.

Straordinario verbo, che raggiunge anche me, qui e ora: «Il Signore agiva in sinergia con loro», la loro energia e quella del Signore inseparabili, una sola forza, una sola linfa, una sola vita. Mai soli. Esistere è coesistere, in sinergia con Cristo e per gli altri.

Imporranno le mani ai malati e questi guariranno. Im-porre, porre le tue mani sopra qualcuno, come una carezza, come un gesto di cura, con l’arte della prossimità. Non si può neppure cominciare a parlare di morale, di etica, di vangelo, se non si prova un sentimento di cura per qualcosa o per qualcuno.

Il lebbroso di Assisi comincia a guarire quando Francesco lo abbraccia; ritorna uomo quando è accolto così com’è, ancora malato; ritorna pienamente uomo quando Francesco gli impone non solo le mani, ma l’abbraccio, il corpo a corpo. Se ti avvicini a chi soffre e tocchi, con mani e occhi che accarezzano, quella carne in cui brucia il dolore, potrai sentire una divina sinergia, sentire che, come dice Romano Guardini, «Dio salva, e lo fa attraverso persone»

(p. Ermes Ronchi commento completo su – www.avvenire.it)