La fedeltà miracolosa

Ormai non sono più addetti alla barca, alla pesca, al loro mestiere, ma tutte queste cose sono abbandonate per sempre sulla riva del lago. Ora Simone e gli altri hanno detto il loro il “sì”, l’“amen” al profeta e Signore Gesù, affidabile e dunque autorevole. Hanno preso la decisione: vale la pena seguirlo e fondare la propria vita sulla sua parola.

Luca ha utilizzato la metafora della pesca – come accade altre volte nei vangeli – per dirci una cosa semplice: quando Gesù chiama, trasforma quello che facciamo, e questa trasformazione richiede un abbandono di ciò che eravamo e una novità di vita, di forma di vita, nel futuro che si apre davanti a noi.

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LA VITA … È FUTURO?

Percepiamo tutti la preoccupazione che ci prende, a fronte di una mancanza di futuro condivisa da troppi. Basta fare un sommario elenco: non nascono bambini, i giovani devono emigrare, le famiglie faticano ad arrivare a fine mese, gli anziani si sentono soli e messi da parte, chi è fragile viene ritenuto scarto da buttare. Più che logico chiedersi se davvero la vita sia futuro, anche se sappiamo bene che rispondere di no significa trasformare in maledizione ciò che, in sé, è benedizione.

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Luca: ricerche accurate, mica fake

Nel dare forma alla buona notizia, il Vangelo, attraverso il racconto, Luca ha la consapevolezza di una propria responsabilità davanti a Dio e agli uomini.

Davanti a Dio deve essere un “servo della Parola”, capace di tenere conto di altri scrittori precedenti a lui e più autorevoli di lui: “i testimoni oculari”, quelli che hanno vissuto nell’intimità e nella vita pubblica con Gesù; davanti agli uomini sente il dovere di rispondere a quei primi cristiani della sua comunità, dando loro una parola come cibo capace di nutrire e confermare la loro fede.

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Essere uniti nella gioia: ecco il grande miracolo

Ed ecco che tutti sono ormai al banchetto nuziale, ma manca il vino! In questa situazione di mancanza di un elemento necessario alla festa, la madre di Gesù, attenta a quello svolgimento, interviene presso il figlio dicendogli: “Non hanno vino!”. In tal modo afferma una situazione reale e, nel contempo, invita rispettosamente Gesù a fare qualcosa.

Se non vi è vino, come si potranno celebrare le nozze con la gioia necessaria alla festa?

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I magi: orientali orientati

I magi non conoscono le Scritture né la lingua o le consuetudini della terra verso cui si mettono in viaggio. Sono talmente sprovveduti da chiedere informazioni a Erode circa la nascita del nuovo re, ma sono uomini abitati dal desiderio, dall’inquietudine e dunque in ricerca, in attesa.
Tutti gli umani di ogni tempo e cultura hanno in comune soprattutto la ricerca del bene, anche se poi contraddicono questo loro desiderio così impegnativo.

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