“CAREZZA” MISERICORDIOSA DEL SIGNORE PER I POVERI

«I poveri sono la proposta forte che Dio fa alla Chiesa affinché cresca nell’amore e nella fedeltà»: ha detto Francesco alla Caritas italiana giovedì 21 aprile: I bisognosi aspettano «la carità,  cioè la “carezza” misericordiosa del Signore, attraverso la “mano” della sua Chiesa».

Il Papa ha tracciato una sorta di decalogo di come debba essere la misericordia , tema del giubileo , «nel mondo di oggi complesso e interconnesso»: una misericordia, che sia al contempo «attenta e informata, con-creta e competente, personale ma anche comunitaria, credibile, organizzata e formata, responsabile e coordinata, capace di alleanze e di innovazione, delicata e accogliente, aperta a tutti, premurosa».

L’opzione preferenziale per i poveri delle Caritas continua a essere attuale «di fronte alle sfide globali che seminano paura, iniquità, speculazioni finanziarie». Come attuale rimane la necessità di un lavoro quotidiano sul territorio, svolto dal volontariato cristiano portando «avanti l’impegno per educare all’incontro rispettoso e fraterno tra culture e civiltà».
Da qui l’incoraggiamento a «promuovere comunità che abbiano la passione per il dialogo» e «a proseguire nell’impegno e nella prossimità nei confronti delle persone immigrate». Anche perché, «il fenomeno delle migrazioni presenta aspetti critici che vanno gestiti con politiche organiche e lungimiranti», ma «rimane pur sempre una ricchezza e una risorsa», per cui ben vengano «scelte che favoriscano l’integrazione».

^^ Ricordiamo la proposta della Caritas parrocchiale del cesto di viveri per i poveri alla porta della chiesa (o l’equivalente in danaro nella cassetta).