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DAL MESSAGGIO DI PAPA FRANCESCO PER LA QUARESIMA

Il Papa parte dall’espressione di san Paolo: «Conoscete infatti la grazia del Signore nostro Gesù Cristo: da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà» (2 Cor 8, 9). Questo «è lo stile di Dio. Dio non si rivela con i mezzi della potenza e della ricchezza del mondo, ma con quelli della debolezza e della povertà». La povertà di Cristo è un mistero, ma «la ragione di tutto questo è l’amore divino, un amore che è grazia, generosità, desiderio di prossimità, e non esita a donarsi e sacrificarsi per le creature amate». Continua la lettura di DAL MESSAGGIO DI PAPA FRANCESCO PER LA QUARESIMA

«CON LA VOSTRA PREGHIERA LA CHIESA COMPIA UN VERO DISCERNIMENTO»

Il Papa alle famiglie.

 

Per rivolgersi alle famiglie, Papa Francesco sceglie di presentarsi direttamente “alla soglia” di casa loro. Lo fa ricordando che il prossimo Sinodo coinvolge l’intero “Popolo di Dio”, dai vescovi ai sacerdoti, dai consacrati ai laici delle Chiese particolari del mondo, che partecipano attivamente alla sua preparazione “con suggerimenti concreti e con l’apporto indispensabile della preghiera”. Questo chiede, in sintesi, il Papa alle famiglie del mondo. Continua la lettura di «CON LA VOSTRA PREGHIERA LA CHIESA COMPIA UN VERO DISCERNIMENTO»

NIENTE CHIACCHIERE, LE PAROLE POSSONO UCCIDERE

Il Papa all’Angelus: NIENTE CHIACCHIERE, LE PAROLE POSSONO UCCIDERE. RICONCILIAMOCI “CON I NOSTRI FRATELLI”

E ha ricordato che l’amore del Signore è smisurato e va “oltre ogni calcolo”. Riconciliamoci “con i nostri fratelli” prima di manifestare la “devozione al Signore nella preghiera”.

Riflettendo sul Vangelo di questa domenica e sul “discorso della montagna”, “la prima grande predicazione di Gesù”, il Papa ha ricordato l’atteggiamento di Cristo rispetto alla Legge ebraica: Gesù vuole portare “alla loro pienezza” i comandamenti che il Signore “ha dato per mezzo di Mosè”. Continua la lettura di NIENTE CHIACCHIERE, LE PAROLE POSSONO UCCIDERE

Il Papa: «A MESSA NON GUARDARE L’OROLOGIO IN ATTESA CHE FINISCA»

La Prima Lettura del 10 febbraio parla di una teofania (manifestazione sensibile della divinità) del Signore ai tempi del re Salomone: Dio scende come nube sul tempio, che si riempie della Sua gloria.

Il Papa ha osservato che Dio comunica con il suo popolo in varie maniere: attraverso i profeti, i sacerdoti, la Sacra Scrittura. Ma con le teofanie si esprime in un altro modo, diverso «dalla Parola: è un’altra presenza, più vicina, senza mediazione, vicina. È la Sua presenza».

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GESÙ È FELICITÀ VERA, IL “CORAGGIO DELLA FELICITÀ” È AMARE I POVERI

Il Papa ai giovani.

Papa Francesco posa la prima pietra del cammino che guarda alla Gmg di Cracovia del 2016, indicando ai giovani la strada “rivoluzionaria” tracciata da Gesù con il suo Discorso della montagna. “Beati vuol dire felici” e i poveri delle Beatitudini non sono i “perdenti”, è la sintesi del Papa, che accende subito una luce su cosa significhi felicità.

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