FRANCESCO: ABOLIRE PENA DI MORTE, NO A CARCERE DISUMANO

FRANCESCO: ABOLIRE PENA DI MORTE, NO A CARCERE DISUMANO
“Tutti i cristiani e gli uomini di buona volontà sono dunque chiamati oggi a lottare non solo per l’abolizione della pena di morte, legale o illegale che sia, e in tutte le sue forme, ma anche al fine di migliorare le condizioni carcerarie, nel rispetto della dignità umana delle persone private della libertà. E questo, anche, io lo collego con l’ergastolo. L’ergastolo è una pena di morte coperta”. È uno dei passaggi centrali del discorso tenuto da Papa Francesco in Vaticano a un gruppo di giuristi dell’Associazione penale internazionale.
La voce del Papa si è levata anche contro il fenomeno della tratta delle persone e della corruzione. Ogni applicazione della pena, ha affermato, deve essere fatta con gradualità, sempre ispirata dal rispetto della dignità umana.
150 MILIONI DI CRISTIANI A RISCHIO NEL MONDO: SENTIRSI TUTTI COINVOLTI
Tra 150 e 200 milioni di cristiani non possono vivere la loro fede liberamente nel mondo di oggi. Nel primo scorcio del XXI secolo, il 75 per cento delle violenze perpetrate contro una minoranza religiosa riguarda proprio i cristiani. Sono alcuni dei dati impressionanti del “Libro nero sulla condizione dei cristiani del mondo” che evidenziano che per tantissimi discepoli di Gesù il martirio non è solo un ricordo del passato. Nel volume, coordinato dal giornalista Samuel Lieven del quotidiano cattolico francese La Croix, decine di mappe, grafici e statistiche mostrano analiticamente e in modo oggettivo quanto i cristiani siano oggi sotto attacco in decine di Paesi del mondo. Se infatti, in Medio Oriente o in alcuni Paesi africani come la Nigeria, i cristiani sono entrati nel mirino degli islamisti, in alcune aree dell’Asia sono vittime di estremisti indù e buddisti. Ma i cristiani sono oggetto di minacce e violenza anche nella “cattolica” America Latina dove sacerdoti e operatori pastorali sono spesso bersaglio della criminalità organizzata e del narcotraffico.