Genocidio, bombardamenti, persecuzioni…

NUNZIO A DAMASCO: YARMOUK, VERGOGNA CONSUMATA NEL SILENZIO DELLA COMUNITÀ INTERNAZIONALE

Sul campo profughi palestinese alle porte di Damasco occupato dallo Stato islamico e bombardato dall’esercito siriano, Mons. Zenari afferma: “È una vergogna che ci si svegli solo ora, che se ne parli solo adesso che lo Stato islamico (SI) è entrato nell’area, quando da tempo la gente vive affamata e in mezzo agli stenti. Era una tragedia sotto gli occhi di tutti” ma ignorata a lungo. Nell’area vi sono fazioni “in lotta fra loro” e a farne le spese “sono i civili”. In passato la Chiesa si è attivata, seppur fra molte difficoltà, a portare aiuti. “La situazione è critica non solo in Siria – conclude mons. Zenari – ma in tutta la regione, basti pensare a quanto sta succedendo in Iraq, nello Yemen… è tutto il Medio oriente a essere infuocato”.

Papa: DOPO IL GENOCIDIO, DIO CONCEDA CHE SI RIPRENDA IL CAMMINO DI RICONCILIAZIONE TRA TURCHI E ARMENI

Nel Messaggio al popolo armeno consegnato ai Patriarchi, Francesco scrive: “Fare memoria di quanto accaduto è doveroso non solo per il popolo armeno e per la Chiesa universale, ma per l’intera famiglia umana, perché il monito che viene da questa tragedia ci liberi dal ricadere in simili orrori, che offendono Dio e la dignità umana. Anche oggi, infatti, questi conflitti talvolta degenerano in violenze ingiustificabili, fomentate strumentalizzando le diversità etniche e religiose”. Solo con la riconciliazione si dà un senso al martirio di tanti.

MIGRANTI, CRISTIANI GETTATI A MARE

Dodici profughi a bordo di un gommone sono stati uccisi nel Canale di Sicilia da un gruppo di musulmani, colpevoli di essere cristiani. I testimoni affermano che ad un certo punto della traversata, è nata una lite fra un gruppo di giovani musulmani e un gruppo di cristiani; i primi hanno minacciato i cristiani di ucciderli e di gettarli in mare “perché cristiani”. Dopo aver ferito uno di loro con un coltello, il gruppo di musulmani ha gettato i 12 cristiani – nigeriani e ghanesi – in alto mare, dove si pensa siano annegati. Un altro gruppo di cristiani – quelli che poi hanno testimoniato – che rischiavano la stessa sorte, hanno fatto “una catena umana” per resistere all’assalto. Così l’odio religioso non risparmia nemmeno i naufraghi del Mediterraneo.