PAPA AI SENZA DIMORA: “PERDONO PER I CRISTIANI CHE SI GIRANO DALL’ALTRA PARTE”

… Una prima parola: La passione e il sogno: “Non smettete di sognare”. La povertà sta nel cuore del Vangelo. Colui che ha tutto non può sognare! La gente, i semplici sono andati a Gesù perché sognavano che li avrebbe curati, che li avrebbe liberati, che li avrebbe serviti e lo seguirono e Lui li liberava”.

… Una seconda parola: “La vita così è bella”. Che significa che la vita si fa bella anche nelle peggiori situazioni, e questo significa dignità! La stessa dignità che ha avuto Gesù che è nato povero, che ha vissuto povero:
“Io so che molte volte voi avete incontrato gente che voleva sfruttare la vostra povertà … però so anche che questo sentimento di vedere che la vita è bella, questo sentimento, questa dignità, vi ha salvati dall’essere schiavi. Povero sì, schiavo no! La povertà è nel cuore del Vangelo, per essere vissuta. La schiavitù non è nel Vangelo per essere vissuta, ma per essere liberata!”.

Sempre incontriamo persone più povere di noi, con la capacità di essere solidali: è uno dei frutti che ci dà la povertà: “grazie per questo esempio che voi date. Insegnate solidarietà al mondo!”.
Avete parlato della pace. La povertà più grande è la guerra, la guerra che distrugge: “La pace che, per noi cristiani, è iniziata da una stalla, da una famiglia emarginata; la pace che Dio vuole per ciascuno dei suoi figli. E voi, dalla vostra povertà, dalla vostra situazione, potete essere artefici di pace…

Io vi ringrazio per essere venuti qui a visitarmi, dice infine il Papa, vi chiedo perdono se qualche volta vi ho offesi con le mie parole o per non aver detto le cose che avrei dovuto dire: “Vi chiedo perdono per tutte le volte che noi cristiani davanti ad una persona povera o ad una situazione povera guardiamo dall’altra parte. Il vostro perdono, di uomini e donne della Chiesa, che non vogliono guardare o non lo hanno voluto guardare, è acqua benedetta per noi,  è  pulizia per noi, è aiutarci a tornare a credere che nel cuore del Vangelo c’è la povertà come grande messaggio e che noi – i cattolici, i cristiani, tutti – dobbiamo formare una Chiesa povera per i poveri”.