VESCOVI GRECO-CATTOLICI INVOCANO UNA SIRIA UNIFICATA, LIBERA, DEMOCRATICA E PLURALISTA

Un cessate-il-fuoco; un regolamento pacifico e rapido del conflitto; la continuazione di Ginevra II; e soprattutto “una Siria unificata, libera, democratica e pluralista, dove tutti godono dei diritti di cittadinanza, dove tutti vivono nella dignità per tutti i componenti del tessuto sociale e comunitario siriano”.
Queste richieste sono contenute nell’appello lanciato alla fine del raduno dalla Conferenza dei vescovi siriani. I vescovi portano “il lutto per i martiri e pregano per i malati, i feriti e i disabili, i senzatetto e gli emarginati”. Essi rifiutano “ogni forma di estremismo, di stigmatizzazione religiosa (takfir), di assassinio, criminalità, ricatto, ed ogni aggressione contro l’uomo e i suoi beni”. Denunciano inoltre “tutti gli attentati contro i luoghi di culto, chiese e moschee, e in particolare contro le chiese della comunità greco-cattolica”. “Più di 100 chiese delle diverse comunità sono state danneggiate o distrutte fino ad oggi”.
Con l’occasione della Grande Quaresima, i vescovi invitano “alla preghiera e al digiuno, come pure alla solidarietà verso gli sfollati, sia all’interno della Siria che all’estero”. I vescovi si dicono risoluti a non farsi trascinare “dalla disperazione, dall’abbattimento o dalla paura, nonostante la grandezza della prova e del dramma che si aggrava di giorno in giorno”. Essi sono “in pieno ascolto della voce del Papa e della sua preghiera per la Siria, che ci invita a non perdere il coraggio della preghiera e a non lasciare che si spenga la fiamma della speranza nei cuori”.