ACCEDI ALLA REALTÀ “AUMENTATA”

Gesù è a tavola per la cena d’addio con i suoi amici.
Si profila il tradimento, la cattura, la condanna a morte e il supplizio della croce. Non certo una bella vista, quella che gli apostoli dovrebbero prepararsi ad affrontare. Di fatto i discepoli maschi preferiscono dileguarsi quasi tutti, le discepole donne invece ci saranno a guardare in faccia ciò che è inguardabile.

Senza cadere negli stereotipi, bisogna riconoscere che la differenza di genere passa anche attraverso i sensi! Se quindi lo spettacolo è la croce, come dire che Dio, il Padre, glorificherà il Figlio dell’uomo, che è anche e prima ancora Figlio suo? Subentra qui il senso della fede, che trasforma la vista di un legno di morte in contemplazione dell’albero di vita. C’è un vocabolo, che mette insieme il doppio volto dell’evento, cui siamo chiamati ad assistere con occhi aperti anche noi discepoli di oggi: passione.

Gesù, in preparazione alla pasqua, mette sull’avviso i suoi e noi con loro. I discepoli vorrebbero continuare a vederlo, mentre Lui chiede di farlo vedere a tutti. Amando, facciamo vedere la prossimità del Signore all’esistenza di ciascuno, a partire dagli scartati, dai non amati, dai più derelitti. E il primo luogo, dove abilitarsi da discepoli di Gesù ad avere amore, è la comunità cristiana.

don Dario Vivian articolo completo in “La Voce dei Berici” 19.5.2019