Diventare “altro”

G. Cordiano Trasfigurazione, 2011

Il racconto della trasfigurazione è sicuramente un testo molto importante nei Vangeli, presente in tutti i tre sinottici.
Viene inserito dopo il primo annuncio fatto da Gesù della sua passione, morte e risurrezione.

Avviene sul monte, luogo privilegiato secondo gli ebrei, per l’incontro e la manifestazione di Dio. Con Gesù ci sono Pietro, Giovanni e Giacomo.
Luca ci dice che durante la preghiera, quasi ne fosse l’effetto, il volto di Gesù divenne “altro”: è esperienza anche nostra quando guardiamo qualcuno con amore profondo e il nostro volto si trasforma, o quando qualcuno parla di qualcosa di fondamentale per la sua vita e il suo sguardo si illumina.

Volto altro di Gesù, luce, ascolto della voce di Dio: che esperienza straordinaria! Pietro vorrebbe costruire delle tende, perché sarebbe così bello “rimanere”… È tentazione per ogni credente rimanere fermi, fissare le cose per far durare il momento di luce, ma nella fede non funziona così. Bisogna tornare nel quotidiano, è necessario muoversi, scendere dai luoghi e dalle situazioni “privilegiate”, riprendere a camminare.
Possiamo, però, con la preghiera, costruirla interiormente una “tenda”, uno spazio costante della presenza di Dio in noi dove attingere, nei momenti di buio, luce e volti altri.

Donatella Mottin