LA VITA … È FUTURO?

Percepiamo tutti la preoccupazione che ci prende, a fronte di una mancanza di futuro condivisa da troppi. Basta fare un sommario elenco: non nascono bambini, i giovani devono emigrare, le famiglie faticano ad arrivare a fine mese, gli anziani si sentono soli e messi da parte, chi è fragile viene ritenuto scarto da buttare. Più che logico chiedersi se davvero la vita sia futuro, anche se sappiamo bene che rispondere di no significa trasformare in maledizione ciò che, in sé, è benedizione.

Che poi qualcuno voglia farci credere che le nostre paure siano unicamente generate dagli immigrati che ci invadono, questo è opportunismo di chi ha in mente calcoli elettoralistici, non il bene comune.

Io faccio una cosa nuova

Ecco, io faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia, non ve ne accorgete? (Isaia 43,19). Anzitutto chi crede non può non farsi altrettanto profeta di speranza, chiedendo il dono di guardare non unicamente alle troppe realtà di morte, ma ai germi di novità che stanno maturando spesso nel silenzio e nel nascondimento. Non ci accorgiamo della vita che, nonostante tutto, continua a germogliare nelle persone, nelle relazioni, nelle scelte di tanti, a partire dal volontariato a favore di madri in attesa, di bambini bisognosi di cura, di anziani e malati provati dalla fragilità. La vita è futuro anche perché c’è ancora chi dona tempo e cuore alla solidarietà concreta e quotidiana. Se ce ne accorgiamo, magari viene voglia anche a noi di dedicare parte delle nostre energie a camminare con chi più fatica nell’esistenza.

don Dario