Il cardinale Parolin : «NELLA COMUNICAZIONE E NELLA PARTECIPAZIONE, LA RELAZIONE RESTA L’IRRINUNCIABILE PUNTO DI PARTENZA»

Lo scorso 19 settembre il nostro cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato di Papa Francesco, ha inaugurato i lavori del 47° Convegno del Rezzara sui problemi internazionali sul tema “Partecipazione democratica nell’era informatica”.

La prolusione del cardinale ha posto l’accento su alcuni caratteri delle relazioni internazionali che sembrano emergere nell’attuale contesto globalizzato. Se su un versante negativo ha evidenziato l’emergere di una “cultura dello scarto

caratterizzata, anche tra i popoli, da precarietà, anonimato, frammentazione eccessiva dei poteri e dei riferimenti; dall’altra parte ha messo anche in luce molti aspetti positivi quali una diffusa ansia di giustizia, l’emergere di interessi generali largamente condivisi legati, ad esempio, ai diritti umani e all’ambiente, lo svilupparsi di organizzazioni intergovernative, non governative e sociali che si occupano, a titoli diversi, del villaggio globale.

Partecipazione e comunicazione – ha concluso il cardinale – sono obiettivi da raggiungere attraverso relazioni internazionali positive, fondate sul principio di sussidiarietà e, soprattutto, sul valore supremo dell’unità della famiglia umana, quella fraternità che consente a ciascun gruppo umano di incontrare gli altri nel rispetto delle differenti identità.

Dopo la relazione il card. Parolin interrogato sulla prossima visita di Papa Francesco al Parlamento di Strasburgo, ha risposto dicendo che “papa Francesco ci andrà per ricordare le radici cristiane dell’Europa nelle quali solo il nostro continente troverà la forza spirituale e morale necessarie per affrontare le sfide di oggi; ma ci andrà anche per incoraggiare chi ha compiti e responsabilità così delicati, soprattutto in momenti come questo in cui è necessario trovare il modo di coniugare il problema della sicurezza e l’urgenza della solidarietà”.

Riguardo ad internet, il cardinale ha dichiarato “Oggi, ho a volte l’impressione che, pur essendo nell’era della comunicazione, facciamo più fatica di un tempo a dialogare in modo sincero. Forse perché ci affidiamo troppo ai mezzi tecnologici, dimenticando che la relazione autentica esige un profondo, e a volte faticoso, coinvolgimento personale”.

da un articolo di don Alessio Graziani