QUESTO È IL GIUBILEO DELLA TENEREZZA DI DIO

L’8 dicembre 2015 Papa Francesco ha aperto la Porta Santa della Misericordia in Piazza San Pietro, in una solenne cerimonia cui ha partecipato anche il papa emerito Benedetto XVI.  Francesco ha invitato tutti a meditare sulla speciale relazione che intercorre fra l’Immacolata Concezione e la misericordia. Chi guarda Maria, ha detto, scopre che un mondo nuovo è possibile.

L’Immacolata Concezione ci dice che il peccato non ha l’ultima parola.
«Se tutto rimanesse relegato al peccato saremmo i più disperati tra le creature, mentre la promessa della vittoria dell’amore di Cristo rinchiude tutto nella misericordia del Padre».
La Madonna sta «dinanzi a noi testimone privilegiata di questa promessa e del suo compimento». L’Anno Santo invita a riflettere sul peccato e sulla misericordia. «Entrare per quella Porta significa scoprire la profondità della misericordia del Padre che tutti accoglie e ad ognuno va incontro personalmente. È Lui che ci cerca! È Lui che ci viene incontro!».

«Quanto torto viene fatto a Dio e alla sua grazia», come dice S.Agostino, «quando si afferma anzitutto che i peccati sono puniti dal suo giudizio, senza anteporre invece che sono perdonati dalla sua misericordia». Può sembrare strano, ma «è proprio così. Dobbiamo anteporre la misericordia al giudizio, e in ogni caso il giudizio di Dio sarà sempre nella luce della sua misericordia.  Attraversare la Porta Santa, dunque, ci faccia sentire partecipi di questo mistero di amore, di tenerezza». Abbandoniamo dunque «ogni forma di paura e di timore, perché non si addice a chi è amato; viviamo, piuttosto, la gioia dell’incontro con la grazia che tutto trasforma».

L’Anno Santo ricorda pure «un’altra porta che, cinquant’anni fa, i Padri del Concilio Vaticano II spalancarono verso il mondo» … Il Concilio è stato un vero incontro tra la Chiesa e gli uomini del nostro tempo». Lo scopo di questo incontro era «riprendere con entusiasmo il cammino missionario, per andare incontro a ogni uomo là dove vive: nella sua città, nella sua casa, nel luogo di lavoro… dovunque c’è una persona, là la Chiesa è chiamata a raggiungerla per portare la gioia del Vangelo e portare la misericordia e il perdono di Dio.
Una spinta missionaria, dunque, che dopo questi decenni riprendiamo con la stessa forza e lo stesso entusiasmo».

Secondo le celebri parole del Beato Paolo VI, è lo spirito del buon Samaritano: ma è anche lo spirito di Maria, come Francesco ha ricordato nell’Angelus. Il Papa invita a trarne due conseguenze.

Primo: accogliere pienamente Dio e la sua grazia misericordiosa nella nostra vita.
Secondo: diventare a nostra volta artefici di misericordia mediante un cammino evangelico.
Con i nostri “sì” quotidiani, riusciamo a vincere il nostro egoismo e a rendere più lieta la vita dei nostri fratelli, a donare loro speranza, asciugando qualche lacrima e donando un po’ di gioia».

Entrando nell’Anno Santo, ricordiamo che «nella nostra vita tutto è dono, tutto è misericordia». La misericordia è «il tratto fondamentale del volto di Cristo: quel volto che noi riconosciamo nei diversi aspetti della sua esistenza: quando va incontro a tutti, quando guarisce gli ammalati, quando siede a tavola con i peccatori, e soprattutto quando, inchiodato sulla croce, perdona; LÌ NOI VEDIAMO IL VOLTO DELLA MISERICORDIA DIVINA.
Non abbiamo paura: lasciamoci abbracciare dalla misericordia di Dio che ci aspetta e perdona tutto. Nulla è più dolce della sua misericordia.
Lasciamoci accarezzare da Dio».
«Per intercessione di Maria Immacolata, la misericordia prenda possesso dei nostri cuori e trasformi tutta la nostra vita».