RICOMINCIARE SENZA CONDANNE

Gesù ha pregato tutta la notte e al mattino è nel tempio ad insegnare. Il tempio era il luogo cardine della religiosità ebraica, dove la Legge veniva insegnata ed attuata.

A Gesù viene condotta una donna che la legge di Mosè aveva già condannato: un’adultera che “doveva” essere lapidata. “La legge di Mosè dice… Tu che dici?”.
In mezzo la donna, ridotta a oggetto, ma che in realtà segna il confine tra l’antico e il nuovo testamento.

Gesù scrive per terra, la terra di cui tutti noi siamo fatti. Nei testi più antichi – Esodo e Deuteronomio – si fa riferimento al “dito” di Dio che scrive le Dieci parole sulla pietra.
Forse quella che scrive Gesù è una legge nuova, scritta nella carne di uomini e donne, segnata dalla debolezza e dalla fragilità. “Chi è senza peccato, scagli la prima pietra”.

Ciascuno di fronte alla propria coscienza, non dietro alla legge. Tutti se ne vanno, e Gesù rivolge la parola alla donna, la guarda, le ridona la sua dignità; nessuna condanna da parte sua. Quando Legge, tradizioni, precetti vengono in qualsiasi modo usati per “uccidere”, non sono Vangelo. Gesù dona vita: “Va’…” e, con il suo amore, apre al futuro.
Associazione Presenza Donna, Centro Documentazione e Studi