Archivi tag: poveri

QUARESIMA DI FRATERNITÀ CON I POVERI DELLA THAILANDIA

L’invio in missione in Thailandia come prete “fidei donum” di don Ferdinando Pistore, già parroco di San Giuseppe, a continuare l’opera dell’altro parroco di questa nostra parrocchia, don Pietro Melotto, pongono all’attenzione delle nostre comunità le situazioni di povertà che affliggono questo paese. I nostri consigli pastorali, attraverso l’ufficio missionario della diocesi, hanno stabilito di offrire un aiuto concreto, devolvendo il ricavato della colletta quaresimale “Un pane per amor di Dio”. Di seguito una prima descrizione della missione che ci accingiamo ad aiutare con il frutto delle nostre rinunce.

Continua la lettura di QUARESIMA DI FRATERNITÀ CON I POVERI DELLA THAILANDIA

Giornata mondiale dei poveri

La dimensione della reciprocità trova riscontro nel logo della Giornata Mondiale dei Poveri. Si nota una porta aperta e sul ciglio si ritrovano due persone. Ambedue tendono la mano; una perché chiede aiuto, l’altra perché intende offrirlo.

In effetti, è difficile comprendere chi tra i due sia il vero povero. O meglio, ambedue sono poveri. Chi tende la mano per entrare chiede condivisione; chi tende la mano per aiutare è invitato a uscire per condividere. Sono due mani tese che si incontrano dove ognuna offre qualcosa.

Continua la lettura di Giornata mondiale dei poveri

PAPA AI SENZA DIMORA: “PERDONO PER I CRISTIANI CHE SI GIRANO DALL’ALTRA PARTE”

… Una prima parola: La passione e il sogno: “Non smettete di sognare”. La povertà sta nel cuore del Vangelo. Colui che ha tutto non può sognare! La gente, i semplici sono andati a Gesù perché sognavano che li avrebbe curati, che li avrebbe liberati, che li avrebbe serviti e lo seguirono e Lui li liberava”. Continua la lettura di PAPA AI SENZA DIMORA: “PERDONO PER I CRISTIANI CHE SI GIRANO DALL’ALTRA PARTE”

NON POVERTÀ IN ASTRATTO, MA POVERTÀ NELLA “CARNE” DI UN UOMO, UNA DONNA, UN BAMBINO, CI INTERPELLA

Di fronte a “modelli di vita effimeri”, la povertà nella “carne” di un uomo, di una donna, di un bambino, “ci interpella”, ci provoca e ci coinvolge direttamente, spingendoci a “dare da mangiare agli affamati” e “da bere agli assetati”, a rivelare il “volto di misericordia” di Cristo. Continua la lettura di NON POVERTÀ IN ASTRATTO, MA POVERTÀ NELLA “CARNE” DI UN UOMO, UNA DONNA, UN BAMBINO, CI INTERPELLA

SERVITE I POVERI

Papa Francesco ha scritto la prefazione al libro “Amiamo chi non è amato”, nel quale la Emi ha raccolto due interventi inediti pronunciati da Madre Teresa nel ’73, a Milano, incontrando giovani e religiose. Ha raccolto la sua riflessione sul testo in cinque parole: preghiera, carità, misericordia operosa, famiglia e giovani.
Il Papa inizia le sue riflessioni parlando della preghiera e ricorda che “Madre Teresa iniziava la sua giornata partecipando alla Santa Messa e la chiudeva con l’adorazione a Gesù Sacramento, Amore infinito.


Così diventa possibile trasformare il lavoro in preghiera”. Se entreremo nei sentimenti di Gesù, potremo gustare la vita e donare uno sguardo rinnovato a chi incontriamo.
La seconda parola, carità, “significa farsi prossimo alle periferie degli uomini e delle donne che incontriamo ogni giorno e provare compassione per gli ultimi nel corpo e nello spirito”, “farsi testimoni della carezza di Dio per ogni ferita dell’umanità”, per offrire alle persone che lo desiderano, la presenza e la vicinanza di Dio.
Sulla misericordia operosa il Papa ricorda che con le opere di misericordia corporali e spirituali, siamo chiamati a prenderci cura di ogni uomo. “Sarà un modo per risvegliare la nostra coscienza spesso assopita davanti al dramma della povertà e per entrare sempre di più nel cuore del Vangelo, dove i poveri sono i privilegiati della misericordia divina”. “Madre Teresa ha fatto di questa pagine del Vangelo la guida della sua vita, la strada verso la santità e potrebbe diventarlo anche per noi”.
Quarta parola la famiglia. E’ qui che “impariamo da mamma e da papà a sorriderci, a perdonarci, accoglierci, sacrificarci gli uni per gli altri, donare senza pretendere nulla in cambio, pregare e soffrire insieme, gioire e aiutarci reciprocamente”, come ci invita Madre Teresa.
E infine una parola per i giovani. Il Papa li invita ad essere “costruttori di ponti per spezzare la logica della divisione, del rifiuto, della paura gli uni degli altri” e a mettersi al “servizio dei poveri”. Li esorta ad “affrontate con coraggio la vita, che è dono di Dio” e a “non farsi rubare il futuro che è nelle loro mani”.
Nel libro Madre Teresa – che Francesco proclamerà santa il prossimo 4 settembre – afferma che la “malattia più grave non è la lebbra o la tubercolosi, ma la solitudine. Questa è la causa di tanti disordini, divisioni e guerre che oggi ci affliggono”.