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CONVERSIONE E VIGILANZA
Il passo risulta di due parti: anzitutto un appello alla conversione a commento di due avvenimenti contemporanei e poi la parabola del fico sterile. Punto d’incontro è la parola conversione che ritorna due volte e tutte e due per affermare che cambiare è urgente e necessario se vuoi sfuggire al giudizio incombente di Dio: “Se non cambiate, andrete in rovina”.
1. L’avvertimento di Gesù prende lo spunto da due fatti drammatici di cronaca: un’uccisione e un incidente con molte vittime. La gente diceva che Dio ha punito quegli uomini uccisi, perché erano peccatori. Gesù corregge questo modo di pensare. Quegli uomini non sono diversi da noi; piuttosto dobbiamo interpretare gli avvenimenti come un appello alla nostra conversione.
- Davanti al negativo della storia e della natura, noi consideriamo il male come inevitabile e fatale e dividiamo spesso gli uomini in buoni e cattivi. Gesù invece ci chiede di togliere il male e ci invita a vedere il male dentro di noi, ad andare alla radice del male, per convertirci. Il vero male non sono i poveri che muoiono di fame, i bambini che sono vittime della violenza, gli innocenti che vengono uccisi, ma ciò che spinge ad affamare, violentare, uccidere…
- Questa radice è dentro di noi e va sradicata. E’ il peccato: l’egoismo, il possesso, la falsità, il considerare l’altro strumento e non fine, non immagine di Dio, figlio del Padre, mio fratello.
2. Con la parabola del fico sterile Gesù vuole mettere in guardia da due possibili equivoci: c’è chi pensa che la pazienza di Dio ormai è esaurita e chi dice che c’è sempre tempo.
- La giusta posizione è un’altra: Dio è paziente, ma la giustizia di Dio non si può programmare. Dio paziente e misericordioso attende la nostra conversione, che dobbiamo cercare con urgenza, oggi. Non è giustificabile il rimando o l’indifferenza. Il tempo ci è donato per convertirci.
- Sento impazienza verso gli altri? Davanti alla “sterilità” della famiglia, della comunità devo domandarmi se ho zappato. Tagliare non spetta a me. Piuttosto sono chiamato a intercedere. Accolgo le proposte quaresimali come un appello di conversione, al seguito di Gesù?


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- L'episodio della Trasfigurazione è incorniciato da questi fatti: l'abbandono delle folle, la crisi di fede dei discepoli sull'identità di Gesù, i due annunci della passione, il tema ricorrente della sequela di Gesù sulla strada della Croce, del seme che deve morire per dare frutto, della necessità di perdersi per ritrovarsi, della scelta di donare la vita come Lui per avere la vita in pienezza.
La tentazione fondamentale, contro la quale Gesù ha lottato non solo qui ma in tutta la sua missione, è stata quella di non percorrere la strada messianica indicata dal Padre (l'amore-servizio fino alla croce), ma la strada sollecitata da Satana, più consona con le attese messianiche del suo tempo.
…Con l’annuale Giornata Mondiale del Malato la Chiesa intende, in effetti, sensibilizzare capillarmente la comunità ecclesiale circa l’importanza del servizio pastorale nel vasto mondo della salute, servizio che fa parte integrante della sua missione, poiché si inscrive nel solco della stessa missione salvifica di Cristo. Egli, Medico divino, “passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo” (At 10,38). Nel mistero della sua passione, morte e risurrezione, l’umana sofferenza attinge senso e pienezza di luce.
…Fedele al messaggio di Gesù, venuto a salvare l’uomo nella sua interezza, la Chiesa si impegna per lo sviluppo umano integrale, che richiede anche il superamento dell’indigenza e del bisogno. La disponibilità di mezzi materiali, arginando la precarietà che è spesso fonte di ansia e paura, può concorrere a rendere ogni esistenza più serena e distesa. Consente, infatti, di provvedere a sé e ai propri cari una casa, il necessario sostentamento, cure mediche, istruzione. Una certa sicurezza economica costituisce un’opportunità per realizzare pienamente molte potenzialità di ordine culturale, lavorativo e artistico.