May
LETTERA DEL CONSIGLIO PASTORALE ALLA COMUNITA’ DI S.FAMIGLIA E S.LAZZARO SULLA CRISI
Carissimi fratelli e sorelle,
nelle ultime riunioni del nostro Consiglio pastorale parrocchiale abbiamo concentrato la nostra ricerca sul tema della crisi, che ha toccato anche le famiglie del nostro quartiere e che interpella la nostra comunità cristiana.
Senza voler entrare in una lettura sociologica, abbiamo dedicato un tempo notevole per raccontarci come esperimentiamo noi la crisi e come la vediamo nelle famiglie radicate nel territorio e in quelle immigrate, provate dal problema del lavoro e della casa, dalla precarietà, dall’insicurezza, da nuove forme di povertà.
La comunicazione è stata serena, schietta, ricca e molto coinvolgente, perché partiva da noi e dal vissuto delle nostre famiglie e dei nostri ambienti di lavoro.
Abbiamo riscontrato che nella crisi c’è molta diversità tra italiani e immigrati, tra anziani e giovani, tra famiglie unite e divise, tra chi ha perso tutto e chi non è stato toccato dalla crisi, tra chi cerca nuove forme di responsabilizzazione e di condivisione solidale e chi non si interessa dell’altro e vive in modo consumistico come prima…
Abbiamo constatato che il problema del lavoro passa sotto silenziatore e che la famiglia non è sostenuta.
Ne avvertiamo le conseguenze su
la diminuzione delle nascite,
la precarietà del lavoro,
l’indebitamento delle famiglie,
la mancanza di prospettive per il futuro dei giovani,
il venire meno della legalità e dei diritti conquistati con lunghe lotte,
l’imbarbarimento delle relazioni sociali ed economiche,
la “guerra tra poveri”,
il rifiuto dell’immigrato visto come “ruba-lavoro” e minaccia della sicurezza,
la speculazione dei disonesti,
l’incapacità di ridimensionare gli sprechi e di assumere nuovi stili di vita,
il disinteresse per l’informazione e l’approfondimento dei problemi dell’Italia e del mondo,
il senso di anestesia mediatica, di sazietà consumista, di fatalismo pessimistico,
la mancanza di indignazione e di lotta per la legalità e la giustizia,
il ritorno all’assistenzialismo…
Ci siamo comunicati anche i segni di speranza, i germogli di novità e le esperienze di sobrietà, di fraternità e di solidarietà nelle nostre famiglie e nella comunità.
Abbiamo infine analizzato con l’aiuto della Caritas parrocchiale le proposte del Vescovo per rispondere alla crisi: la raccolta straordinaria mensile di viveri e il sostegno economico di vicinanza alle famiglie che hanno perso il lavoro.
Ne abbiamo già parlato in chiesa, abbiamo dato spazio a questo invito nel foglio domenicale e abbiamo chiesto che ciascuno se ne faccia portavoce nel suo gruppo di riferimento.
Questa lettera vorrebbe offrire alla comunità qualche domanda per un discernimento concreto:
Di fronte alla crisi, quale spirito sta guidando i nostri giudizi e le nostre parole?
Da dove ricaviamo questa ispirazione, da una informazione seria e dalla Parola di Dio o da un’opinione pubblica, spesso superficiale e condizionata dai media?
Come reagiamo all’addormentamento delle coscienze e della partecipazione, di fronte alle priorità del lavoro, della democrazia, della legalità, della giustizia e della solidarietà?
Quale sfida educativa per la famiglia, la scuola, la comunità cristiana, la società civile?
Come trasformare il pessimismo sterile e passivo, in indignazione cosciente e in cittadinanza attiva?
Quali nuovi stili di vita abbiamo deciso personalmente e in famiglia nella linea della sobrietà e della solidarietà?
Come questo tempo difficile può diventare tempo di grazia e risorsa per il futuro?
Come possiamo aiutarci a superare la mentalità dell’elemosina per una reale condivisione tra chi ha il dono del lavoro e chi l’ha perso?
Perché finora c’è stata poca risposta, a livello di persone o di gruppi, di fronte alla proposta dell’adozione di una famiglia che ha perso il lavoro?
Ringraziamo veramente le persone e i gruppi che già hanno cominciato a condividere mensilmente una somma di danaro, per un certo tempo, a favore di questo sostegno di vicinanza.
Resta sempre valida la possibilità di dare un contributo deducibile tramite la Caritas diocesana, ma proponiamo di appoggiarci alla Caritas parrocchiale, sia per far conoscere le famiglie bisognose da accompagnare, sia per gestire accuratamente i contributi liberi delle singole persone e dei gruppi.
Grazie per la vostra preziosa collaborazione.
Il Signore ci benedica e ci accompagni!
Il vostro Consiglio Pastorale
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